Serafino Campi, il protagonista della grafica pubblicitaria


Serafino Campi (Faenza 1905 – Forlì 1992) si forma nella sua città natale alla scuola del lughese Roberto Sella e del concittadino Francesco Nonni, dimostrando giovanissimo capacità grafiche straordinarie. Dal 1924 collabora con le riviste “Xilografia” di Nonni e “La Piè” di Aldo Spallicci, prima di diplomarsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1930. Pittore, grafico e principalmente pubblicitario di grande qualità, lo dimostra con il manifesto per il centenario della nascita di Silvestro Lega, realizzato in seguito alla vittoria del concorso bandito da Modigliana nel 1926. Nel 1932 entra a far parte del gruppo di artisti coinvolti nella reclamizzazione della Settimana Faentina con una serie di immagini che dai “galli combattenti” del 1932, arriva a quelle più coerenti con lo stile del ventennio del 1936 e del 1938.
Gli elementi grafici dell’immagine, oltre a quelli tipici del regime, comprende i simboli dell’eccellenza faentina: la ceramica, il libro, la spiga di grano e l’aratro. Alla metà degli anni ’30 risalgono locandine e manifesti per le stufe a cassettoni della Becchi e della Società Fumisti di Forlì quando il capoluogo romagnolo è leader del riscaldamento con stufe in terracotta.
Per la Settimana Cesenate , una manifestazione di grande successo nata nel 1933, che proprio nel ’36 e nel ’38 riceve il riconoscimento della visita di Benito Mussolini, realizza l’affiche dove la contadina con due cesti di frutta, si staglia sul profilo della fontana Masini. Non ci sono simboli o riferimenti politici come nello splendido manifesto per Riolo Terme e la sua vocazione terapeutica per asma del 1938 e neppure in quello per le esposizioni frutticole di Massa Lombarda e Ferrara. Ben diverso, Romagna , l’opuscolo pubblicitario dell’Ente Provinciale del Turismo di Forlì del ’39 con la Rocca delle Caminate, il faro sulla torre e l’incudine del padre del Duce
Nel 1944 si trasferisce a Milano dove continua a dedicarsi alla grafica pubblicitaria. Nel capoluogo lombardo negli anni ’50 lavorano molti dei più importanti designer da Abe Steiner a Bruno Munari, Erberto Carboni, l’olandese Bob Noorda e tanti altri. Campi apre uno studio suo, insegna composizione alla Scuola di Pubblicità e partecipa con successo a mostre di settore molto importanti, alla Permanente del 1956 e alla Galleria d’Arte Moderna del 1957.
L’immagine e i lineamenti sorridenti e sbarazzini del viso caratteristici dei disegnatori del dopoguerra, simboli della voglia di vivere, sono impiegati per la pubblicità dei cosmetici della J.G. Mouson & Co di Francoforte e per le radio Siemens, con il violinista tzigano e la bella ballerina in costume ungherese del 1952. Più legata al passato la grafica impiegata per le moto e i motocicli “Mi-Val” (Minganti-Valtrompia) del 1951, mentre è straordinariamente moderna la serie di gambe per la reclame delle calze “Elgi” prodotte dal Calzificio Giuseppe Longoni di Muggiò disegnata nel 1954.
Dopo il 1960 riprende a dipingere, riservando meno spazio alla pubblicità che però non abbandona realizzando ancora cartoline e manifesti promozionali di ottima fattura e grande attualità per il Tribunato di Romagna e per alcune stazioni termali romagnole. Nella sua lunga carriera Campi si rivela un vero protagonista della grafica pubblicitaria del secolo scorso, dimostrando come il talento e la versatilità che possiede gli permettono di essere sempre al centro delle tendenze artistiche che cambiano.

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