Sequestrato un patrimonio milionario: ha una casa popolare

I poliziotti della divisione anticrimine della questura di Rimini di Rimini hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo di più di un milione di euro riconducibili a un ex imprenditore coinvolto in procedimenti penali che hanno portato in passato alla condanna dell’uomo per reati legati principalmente allo spaccio e alla detenzione di sostanze stupefacenti.

Vive a Riccione

L’uomo, 69 anni, è originario della Puglia e ha vissuto a Milano, prima di trasferirsi più di trenta anni fa Riccione.

Il suo nome è legato ad alcune importanti inchieste nel campo degli stupefacenti: alla fine degli anni Novanta fu sospettato di essere, tra l’altro, il fornitore di cocaina del giovane autore di un omicidio.

Da un po’ non si avevano più sue notizie: incompatibile al regime carcerario, aveva finito di scontare le pene residue ai domiciliari. La polizia, evidentemente, ha continuato a fargli i conti in tasca.

Provvedimento amministrativo

Il provvedimento, infatti, parallelo e indipendente da quelli penali, ha natura amministrativa: è stato disposto nell’ambito di una misura di prevenzione patrimoniale dell’omonima sezione del Tribunale di Bologna.

L’analisi dei guadagni leciti dell’uomo, da decenni in Romagna, ha permesso di portare alla luce una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati nel tempo, compresi quelli del nucleo familiare, e i beni acquisiti nello stesso periodo oltre al proprio tenore di vita.

Il sospetto è che si tratti di una ricchezza accumulata all’ombra delle attività illecite.

L’attività dal personale della questura di Rimini ha consentito di mettere sotto vincolo beni mobili e immobili, in attesa dell’udienza nella quale la proposta verrà discussa davanti ai giudici e sarà data al diretto interessato la possibilità di presentare le proprie controdeduzioni.

Beni mobili e immobili

Si tratta di quattro appartamenti (due a Riccione, una a San Clemente, una a Milano) sei tra garage e box auto oltre a conti correnti e gioielli, orologi di pregio e denaro in contante trovati all’interno di alcune cassette di sicurezza. Sequestrata anche una autovettura. Per i poliziotti tutto è riconducibile, direttamente o indirettamente, al sessantanovenne “riccionese”.

L’uomo in Lombardia è tutt’ora risultato intestatario di una casa popolare.

L’attività della Divisione Anticrimine non si ferma: oltre a occuparsi dei patrimoni costruiti anche nel tempo all’ombra di reati e quindi “attaccabili”, prevede il costante monitoraggio delle attività economiche e imprenditoriali così da intercettare i tentativi di infiltrazioni da parte delle organizzazioni criminali e preparare la strada, come è accaduto anche nelle scorse settimane, all’adozione di interdittive antimafia da parte del Prefetto di Rimini.

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