Consigliera regionale del Movimento cinque stelle Raffaella Sensoli, martedì con l’ultimo consiglio regionale, siete entrati in modalità 26 gennaio, elezioni regionali.
«Rimaniamo in carica fino all’insediamento del prossimo consiglio, ma è così, non ci sono più commissioni, né attività in aula».

Lei ha già comunicato qual è la sua decisione, conferma tutto?
«Ho detto che non mi ricandido, una scelta sofferta, ma credo sia quella giusta. Non condivido la decisione di correre da soli, è una scelta sbagliata, il rischio per il Movimento è quello di andare a sbattere contro un muro».

È favorevole all’alleanza con il Pd. Può spiegare le ragioni?
«Il Movimento sta attraversando un momento di crisi, non nascondiamoci dietro a un dito. Adesso abbiamo quattro consiglieri, erano cinque, ma uno è stato espulso. Le previsioni dicono che potremo averne uno o due, su cinquanta, con il rischio probabilissimo di restare ai margini, con nessuna possibilità di incidere su temi fondamentali come clima, sanità, trasparenza. Invece potevamo partecipare al premio di maggioranza, avere un numero maggiore di rappresentanti, essere l’ago della bilancia, partecipare alla giunta e quindi al governo della Regione».

È vero, però, che il M5s viene da cinque anni di opposizione a Bonaccini. Non sarebbe stato semplicissimo spiegare e motivare l’accordo.
«Assolutamente. Infatti bisognava partire per tempo, dopo l’8 agosto, quando è nato il nuovo governo. Lì c’era ancora tempo. Stefano Bonaccini lo abbiamo contrastato per cinque anni, però quando si parla di programmi e sul tavolo ci sono obiettivi importanti, poi si passa sopra. Bonaccini lo puoi contrastare quanto vuoi, ma non è certo l’ex presidente dell’Umbria».

Ovviamente resta nel M5s.
«Resto nel Movimento».

In vista del 26 gennaio quale sarà la sua indicazione di voto?
«Il nostro candidato presidente ancora non c’è, però non voglio che il 27 gennaio qualcuno mi possa rimproverare di avere fatto vincere la Lega di Salvini. Il mio quindi sarà un voto disgiunto: lista Movimento 5 stelle e Bonaccini presidente. Se posso scegliere fra una sinistra che deve migliorare e ricostruirsi e una destra, che come ha detto Beppe Grillo, è pericolosetta, non ho alcun dubbio, perché i temi si portano avanti con il cuore, ma quando si parla di strategie si usa la testa. Una rappresentanza del Movimento 5 stelle è giusta, ma per la presidenza regionale è sufficiente un voto in più e se devo scegliere, scelgo Stefano Bonaccini».

Per dirla un po’ brutalmente, dato che non si candida alle regionali, le resta un gettone da spendere, magari nel 2021, alle amministrative riminesi.
«Fino a un mese fa, non avrei mai immaginato di dire: non mi ricandido. Tutto si evolve, da qui a due anni può succedere tutto e il contrario di tutto. Nei prossimi mesi bisogna vedere cosa fa il governo, noi abbiamo bisogno di una ristrutturazione interna, per quanto riguarda la destra, mi manca solo di vedere Salvini a petto nudo che falcia il grano».

A proposito, non ha detto nulla della candidata presidente della Lega, Lucia Borgonzoni.
«Le ho dedicato un pensiero su Facebook nei giorni scorsi. La donna emiliano-romagnola è una instancabile lavoratrice, indipendente, lavora, amministra l’economia familiare. Bisognerebbe dirlo a Salvini che ha scelto una candidata che non riesce nemmeno a guidare la sua campagna elettorale. È sempre un passo indietro, non parla se non autorizzata, resta in disparte. Alla Borgonzoni lo dico da romagnola a emiliano: un moto d’orgoglio, no?».

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