“Annus horribilis”, questo 2020 per il mondo, per il nostro paese, per gran parte dei settori produttivi. E per la cultura. Ci eravamo appena riabituati infatti al “lusso” di frequentare teatri, musei, cinema, chiusi durante il “confinamento” primaverile, e ora ci ritroviamo un’altra volta “espulsi” da luoghi che, per molti, costituiscono un pezzo importante di vita senza poi contare un danno economico per gli operatori, che si configura drammatico.

Ma c’è un museo che è ancora visitabile, perché il percorso fra le opere d’arte si snoda completamente all’aperto e in una cornice naturale quasi montana, ormai all’interno anzi delle Foreste Casentinesi. Si tratta del Parco fluviale di sculture sulle rive del Bidente a Santa Sofia: l’Amministrazione comunale e Romagna Acque – Società delle Fonti lo istituirono nel 1993 per portare a “dialogare” con la natura le opere di artisti come Mauro Staccioli, Hideyoshi Nagasawa, Francesco Somaini. E da poche settimane, grazie anche all’opera del grande critico e storico dell’arte Renato Barilli, agli altri protagonisti dell’arte contemporanea si è aggiunto un maestro come Arnaldo Pomodoro, con “Cono tronco” che la Fondazione Pomodoro ha concesso in comodato d’uso al Comune di Santa Sofia per 5 anni, che presumibilmente saranno poi rinnovati. “Cono tronco” è il gemello di un’analoga scultura collocata nel 1972 nella Binghamton Government Central Plaza di Binghamton, vicino a New York. L’opera «gioca fra la lucentezza della lama triangolare e il tronco di cono in bronzo che la sostiene – commenta Caterina Mambrini, direttrice della Galleria “Vero Stoppioni – in una interazione con i colori e i riflessi della natura circostante che costituisce del resto il primo dei criteri per la scelta delle sculture presenti nel Parco fluviale».

Collocazione fortemente significativa ed efficace, quindi, e a questo proposito ricordiamo le parole dette da Massimo Sassi, della Fondazione Pomodoro, all’atto della presentazione ufficiale del nuovo acquisto da parte del Comune di Santa Sofia. Sassi, strettissimo collaboratore del maestro che ha raggiunto ormai la venerabile età di 94 anni, si è fatto portatore infatti di questo messaggio dell’artista nativo di Morciano di Romagna: «L’opera trasforma il luogo in cui viene posta, assumendo valenza testimoniale rispetto al proprio tempo e arricchendo il tempo stesso con stratificazioni di memoria. Per questo voglio che le mie opere stiano tra la gente: perché l’arte sia patrimonio di tutti, e la fruizione di essa sia libera e collettiva, aperta alle interpretazioni di ognuno».

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