Scuole, è subito emergenza: già 23 classi in quarantena

In quello che doveva essere il giorno della ripartenza con l’ingresso in zona arancione, la riapertura dei negozi e il ritorno tra i banchi, è arrivato un brusco stop. Diverse centinaia di bambini e ragazzini quasi non hanno fatto in tempo a tornare a scuola che già si vedono costretti ad abbandonarla per passare di nuovo alla didattica a distanza. Tra il Riminese, il Cesenate e il Forlivese sono già stati trovati alunni positivi al coronavirus in ben ventitré classi tra nidi, materne, scuole elementari e medie. Un dato decisamente allarmante se si considera che i ragazzi dalla seconda media in su sono rientrati soltanto oggi.

Cosa succede

Come prevede l’ordinanza del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, del 6 aprile scorso, tutti i contatti diretti dei nuovi infettati in ambito scolastico, dunque tutti i compagni di classe e i relativi insegnanti, devono essere sottoposti a “una quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione, con chiusura della stessa a seguito di tampone molecolare negativo eseguito al quattordicesimo giorno”.

La nuova normativa è stata emanata per cercare di contenere la diffusione del Covid a seguito dell’arrivo della cosiddetta “Variante inglese”, ormai preponderante in Emilia Romagna: circa l’ottantotto per cento dei casi attuali. A spaventare sono – si legge nell’Ordinanza regionale – «il rilievo di maggior carica virale nelle vie aeree superiori delle persone infettate e per un tempo verosimilmente più prolungato», ma anche, e forse soprattutto, «una maggiore trasmissibilità (del 37%) rispetto al ceppo virale originario».

A fronte dei maggiori rischi, la Regione ha dunque stabilito che basta un semplice contagio per mettere in quarantena un’intera classe per quattordici giorni.

Da Rimini a Forlì

In tutta la Romagna, nonostante asili, elementari e medie (solo le prime) abbiano riaperto da pochissimi giorni (mercoledì scorso) i casi sono già numerosissimi. La situazione peggiore è quella del Forlivese – che peraltro, stando all’ultimo report Ausl, nella curva dei contagi è maglia nera in Romagna, complice anche una ritardata chiusura delle scuole rispetto agli altri territori. Tra domenica e lunedì l’igiene pubblica locale ha comunicato undici casi in altrettante classi (7 elementari, due medie e due asili), tra capoluogo, Meldola e Santa Sofia più quello di un insegnante infettato a Modigliana.

Nel Cesenate per ora sembra essere andata un po’ meglio con quattro casi e dunque quattro classi in quarantena. Nel Riminese, tra capoluogo e comuni tra costa e colline, i bambini infettati sono otto, così come le classi che dovranno forzatamente tornare alla didattica a distanza per le prossime due settimane. Dal Ravennate ieri non sono pervenute segnalazioni ma è facile ipotizzare che le scuole del territorio non saranno esenti da casi analoghi.

C’è poi il problema degli insegnanti che fanno lezione in più classi, come accade sia alle elementari che alle medie e alle superiori. Anche i docenti sono considerati contatto diretto degli alunni risultati positivi e dunque non potranno lavorare nelle classi dei ragazzi “sani”. In alcune superiori del Riminese i presidi hanno stabilito che il docente in “quarantena” potrà lavorare nell’istituto ma in una classe vuota, collegandosi con gli alunni attraverso il computer come se fosse in Dad.

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