Scuole, un positivo e la classe va in quarantena

Col passaggio della regione alla zona arancione tornano tutti a scuola in presenza anche gli alunni delle seconde e terze medie e, nel loro caso solo al 50%, tutti gli studenti delle superiori. Non sarà però tutto come prima. L’ordinanza introduce infatti alcune indicazioni operative per gestire la riapertura nuove rispetto a quanto accadeva prima della chiusura dello scorso febbraio. Questo perché il virus in sé è mutato, e la cosiddetta “variante inglese”, più aggressiva e con una potenza maggiore di trasmissibilità, è oggi quella dominante. Ne consegue che il servizio sanitario regionale ha ritenuto necessario implementare le attività di tracciamento e gestire con ulteriori precauzioni le situazioni di “contatto”. Ma sono cambiati anche altri fattori da tenere in considerazione, ad esempio la presenza di personale scolastico vaccinato che prima non c’era e per il quale si esplicitano ora le linee di comportamento.

In quarantena con un positivo

La prima novità è che basta un alunno positivo in classe per far scattare la quarantena per tutti. Prima esisteva un margine per valutare caso per caso, e in effetti questo non viene cancellato, ma il fatto che «gli alunni della classe sono considerati tutti contatti stretti», fa scattare la massima precauzione subito. Diversa cosa per gli insegnanti che non vengono considerati contatti stretti, perché si presume che gli insegnanti seguano le regole in maniera più precisa e quindi il fatto di essere stati in una aula con un bambino positivo, se tenuto a distanza, non crea di per sé un contatto stretto. Però scatta qui una nuova prescrizione, ed è questa che preoccupa i dirigenti scolastici in termini organizzativi. I docenti con un caso positivo in classe dovranno fare il tampone e nell’attesa dell’esito potranno sì andare a scuola, ma non potranno interagire con alcuna delle classe che normalmente seguono, comprese quelle senza contagiati che continueranno a seguire le lezioni in presenza ma che, a questo punto, si troverebbero senza la presenza fisica di un docente in aula. A quel punto, per la gestione delle classi, saranno dirimenti i tempi con cui gli esiti dei tamponi arriveranno. L’insegnante potrà tornare a insegnare infatti solo con tampone negativo.

Uscita dalla quarantena

Cambiano anche alcuni criteri di calcolo delle quarantene. Tutti i “contatti stretti” di un caso positivo dovranno rispettare, sempre, una quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione e il periodo si considererà chiuso solo con un tampone molecolare negativo. Qualora si rifiuti il tampone iniziale, che resta infatti volontario, la quarantena si allunga di una settimana, fino ad arrivare a 21 giorni. «La novità è proprio la prescrizione del tampone finale negativo che ora si impone – sottolinea la responsabile della Sanità pubblica dell’Ausl Romagna Raffaella Angelini –. Poiché non sono pochi quelli che invece rifiutano il tampone iniziale, si allunga in via ulteriormente precauzionale la loro quarantena».

Vaccinati ma non “salvi”

Con la ripresa della scuola, una buona fetta di personale scolastico si è nel frattempo vaccinato. «Poiché però poi non vi sono oggi evidenze scientifiche sufficienti che pur essendo vaccinati non si possa contrarre o trasmettere il virus –spiega Carolina Ianuale, dell’Igiene Pubblica dell’Ausl di Imola –, ai vaccinati si applicano le stesse regole e tempistiche per le quarantene di chi invece vaccinato non lo è ancora».

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