Scuole aperte d’estate per recupero e attività extra corsi

Corsi per recuperare le lacune formate durante l’anno e potenziamenti, ma anche attività extra-curriculari: così le scuole superiori romagnole si preparano ad affrontare l’estate 2021. Ancora le certezze sono poche, ma sicuramente ai dirigenti scolastici delle scuole superiori di secondo grado il desiderio di dare ai ragazzi opportunità di crescita e miglioramento non manca. Specialmente dopo un anno in cui la didattica a distanza ha avuto la meglio, in termini di tempo, sulla tradizionale scuola in presenza. Anche per questo motivo, da Roma saranno stanziati quasi 500 milioni di euro: 150 milioni saranno messi a disposizione dal decreto Sostegni per il recupero degli apprendimenti o per attività extra-curriculari, mentre altri 300 dovrebbero essere sbloccati dal Pon Scuola 2014-2020. Per ogni istituto dovrebbero essere circa 18mila euro. Sul piano della didattica si dovrebbe invece rientrare alle regole pre-Covid, con la possibilità delle bocciature e delle sospensioni del giudizio a settembre.

L’Alfredo Oriani di Ravenna

«È ancora presto per capire come le scuole potranno organizzarsi nel concreto» spiega Gianluca Dradi, dirigente scolastico del liceo scientifico Alfredo Oriani di Ravenna, «penso che attività extra per un recupero della socialità e per le acquisizioni di competenze di cittadinanza possano essere utili soprattutto nelle scuole del primo ciclo, elementari e medie. Nutro qualche dubbio invece sull’interesse dei più grandi». A loro saranno invece dedicate attività di recupero, anche in vista di esami riparatori da sostenere per essere ammessi alla classe successiva. «In questa fase in cui la didattica non si è potuta sviluppare nella sua pienezza, si dovrà formulare con particolare attenzione e cautela qualsiasi non ammissione o sospensione di giudizio – commenta Dradi – si tratta di strumenti che vogliono aiutare i ragazzi e non punirli. I corsi di recupero ci saranno, rimane da capire quando». Sullo sviluppo del calendario pesa anche, conclude Dradi, «l’ipotesi, circolata qualche tempo fa, che l’inizio delle lezioni venga anticipato al primo di settembre».

Istituti di Faenza e Cotignola

Da Faenza il preside dell’istituto tecnico Oriani, Fabio Gramellini vede al momento il piano più tagliato per i primi cicli scolastici. «Magari mi sbaglio, diciamo che non vedo la scuola nei mesi estivi come l’ambiente naturale per i nostri adolescenti, al momento sono scettico. Certo ci saranno come negli anni passati i corsi di recupero e valuteremo con attenzione le novità del piano». Paolo Taroni dell’istituto comprensivo di Cotignola invece non nasconde l’interesse. «Se dessero la possibilità di prolungare i contratti in scadenza all’organico Covid sarebbe un’occasione per i docenti. Di certo è un servizio alle famiglie che non si sostituisce ai Cre ma si aggiunge con una valenza didattica, specie dopo Ferragosto per accompagnare la ripresa del nuovo anno scolastico».

L’istituto agrario di Cesena

Luciana Cino, dirigente dell’istituto tecnico agrario Garibaldi-Da Vinci di Cesena, è invece determinata a tenere aperta la scuola questa estate «con o senza i fondi del ministero». Certo, «auspico che arrivino dei finanziamenti, per proporre qualcosa di meglio strutturato ai ragazzi» afferma Cino. Non solo corsi di recupero, «ma anche attività non collegate al corso di studi dei ragazzi. Potranno essere attività artistiche, teatro, fotografia: cose che ai ragazzi piace fare e che possano fare insieme, per acquisire fiducia e recuperare la socialità» che la dad ha inevitabilmente minato.

Le superiori di Rimini e Riccione

Recuperi assicurati, anche se mancano i dettagli, nei licei Volta-Fellini di Riccione e Cesare-Valgimigli di Rimini. Lo affermano i dirigenti scolastici Paride Principi e Sandra Villa, confermando entrambi quello che le scuole hanno fatto negli anni passati. Più critica Sabina Fortunati, dirigente dell’itts Belluzzi-Da Vinci di Rimini, che teme che molte «iniziative belle in teorie siano inapplicabili nella pratica». I dubbi riguardano l’interessamento dei ragazzi da un lato, ma anche le possibilità delle scuole di riorganizzarsi in poco tempo. «Nulla è certo in questo momento – commenta Fortunati – diventa difficile parlare del futuro della scuola quando ancora non ci sono state date indicazioni ufficiali su come chiudere l’anno» in termini di valutazioni e scrutini. Quando arriveranno «le risorse e le indicazioni su come allocarle, allora ci metteremo in moto in tempi rapidi, perché non è scontato né semplice trovare personale disponibile e con le competenze giuste per tenere anche solo i corsi di recupero» sottolinea Fortunati. Per la dirigente il futuro della scuola deve guardare più avanti dell’estate, verso l’inizio del nuovo anno scolastico. «Si dovrebbe mettere mano alle classi pollaio, lo chiediamo in tanti e da tanto».

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