Scuola e tempo pieno: “Rimini la provincia con meno classi”

«Siamo il capoluogo di provincia della regione con meno classi di tempo pieno, una situazione non più procrastinabile». Nell’augurare un buon anno scolastico ai 25mila studenti che si apprestano a iniziare le lezioni, la vicesindaca Chiara Bellini parla anche di lavoro. Perché la scuola, anche e soprattutto a tempo pieno, e il lavoro sono legati a doppio filo. «Quando parliamo di meritocrazia nell’ambito del lavoro, non dobbiamo dimenticare che questa si sviluppa democraticamente solo laddove ci sia una vera uguaglianza di possibilità alla base, ed è quello su cui il Comune di Rimini intende puntare». E allora proprio sulle scuole, affinché «non siano dei parcheggi dove lasciare i figli per poter andare a lavorare, ma dei luoghi fondamentali di crescita, di evoluzione emotiva e della personalità, di sviluppo dell’autonomia psicologica», Bellini fa un appunto a governo. «Mi riferisco al tempo pieno, ad esempio, di pertinenza esclusiva del Miur», dice la vicesindaca, in merito al basso numero di scuole che offrono il tempo pieno, «chiederò un incontro con il provveditore a questo proposito per portare le nostre istanze al Ministero della Pubblica istruzione». Nel frattempo, però, assicura, «non stiamo con le mani in mano e, laddove il Miur non riesce a soddisfare le molte richieste che riceve, cerchiamo di inventarci noi delle possibili proposte».

In previsione c’è infatti, «un piccolo progetto sperimentale di “tempo pieno creativo”, non solo per dare la possibilità alle famiglie di lasciare qualche ora in più i ragazzi a scuola, ma dare a questi la possibilità di praticare uno sport, di fare un corso di teatro o un laboratorio artistico senza pesare sulle spese della famiglia, rimanendo a scuola ed evitando così anche la difficoltà di accompagnarli e riprenderli».

La scuola in numeri

Dei 25mila studenti fino ai 19 anni che tra pochi giorni inizieranno le lezioni, la maggior parte di questi, circa il 41%, si siederanno sui banchi delle scuole di secondo grado, il 26% su quelli delle scuole primarie, il 17% su quelli delle secondarie di primo grado, il 12% in quelli delle materne e il 4% nei nidi. Numeri che riflettono un andamento demografico dove, a fronte di un leggero calo totale degli iscritti, si assiste negli ultimi cinque anni ad un notevole incremento degli iscritti alle secondarie superiori (circa cinquecento in più, erano 9.494 nel 2014 sono più di 1.000 quest’anno), ma ad un decremento nelle scuole per l’infanzia (ad eccezione dei nidi, dove assistiamo ad un incremento importante delle domande, intorno al 20%), ad una sostanziale tenuta nelle primarie e medie.

Accoglienza agli ucraini

Dalla mensa al trasporto, fino all’acquisto dei libri di testo e del materiale didattico, il Comune ha predisposto un piano di supporto e accoglienza per gli studenti profughi dall’Ucraina. Si tratta di 77 bambini dai 3 agli 11 anni, ai quali è stata riservata attenzione anche per quanto riguarda i pasti serviti alla mensa scolastica. È previsto l’inserimento nei menù di piatti ispirati alla tradizione ucraina una volta a settimana per agevolare l’integrazione, così come ci saranno momenti di illustrazione dei piatti, sia della tradizione ucraina che romagnola. Il progetto è sostenuto anche grazie alla partecipazione a un bando regionale, “Smak, il gusto dell’accoglienza”. Ai bimbi ucraini, inoltre, il Comune fornirà inoltre circa 239 cedole librarie.

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