Scuola di Canonica, odissea senza fine

Dalla Sicurezza alla scuola di Canonica, per l’opposizione clementina il rendiconto 2021 approvato l’altro sera dal Comune è una coperta troppo corta che lascia scoperto più di un nervo. Chiamati in Consiglio comunale ad esprimersi sulla gestione annuale dell’Ente sintetizzata nel Rendiconto 2021 l’opposizione ha votato compatta “no”. Lo spiega il consigliere di Un bene in Comune, Barnaba Borghini.

La scuola della discordia

Nel mirino finisce la scuola dell’infanzia di Canonica, il cui progetto risalente al 2018 prevedeva il taglio del nastro nel 2020. «Dopo 3 anni, – lancia la stoccata – il cemento non ha ancora “tirato”. Anzi a 4 anni dal primo bando, non si è trovato una ditta in grado di terminarla». E ripercorre l’odissea: «La prima è stata “espulsa” per gravi inadempimenti ed è ancora in corso un contenzioso giudiziario, le altre 9 del primo bando si sono ritirate, la prima del secondo bando ha preferito versare la penale e rinunciare, ora la palla resta alla seconda e unica ditta ancora in graduatoria» mentre l’attesa «costa alle tasche dei cittadini 35mila euro e spicci l’anno per la convenzione con la scuola di Camerano dove sono trasferiti i bimbi».

La sicurezza e il verde

Punto debole resterebbe il fronte sicurezza. In merito l’esponente dell’opposizione chiede di «investire risorse per un maggior presidio del territorio d’estate, specie negli orari serali, visti i furti già iniziati nelle case». Sul verde pubblico dipinge poi uno scenario poco “green” «dalle piantime semi abbandonate in via del Tiglio alla sparizione della quercia piantata dal sindaco Alice Parma con il vice Pamela Fussi nel 2020». Ancora attesa, dichiara, «la manutenzione al mappamondo del Parco Baden Powell promessa in Consiglio 6 mesi fa».

Piste ciclabili e arte

Frecciate anche contro le ciclabili che «bisogna mantenere una volta realizzate, chiudendone perlomeno le crepe più larghe e estirpando i cespugli che le invadono, spaccando l’asfalto, come la pista di San Martino che unisce la frazione al cimitero o i resti di quella lungo via Bornaccino». A chiusura invita a valorizzare i Portici Torlonia «che si ricordano solo alla vigilia delle elezioni e per cui si attende ancora l’esito delle prove per un restauro conservativo».

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