Querelle sui criteri decisi dal consiglio d’istituto per il tempo pieno alla scuola elementare Aldo Moro in zona Cesare. Una protesta sui “criteri di graduatoria” è stato inviata ieri da 5 genitori a sindaco e vicesindaco nonché assessore alla scuola, dirigente scolastica.

I firmatari protestano per i criteri in uso: «Per la graduatoria per la sezione a tempo pieno presso la scuola primaria Aldo Moro – è il succo della lettera che parte dall’anno scolastico precedente che vedeva un totale di 28 alunni con 8 esclusi dalla possibilità di stare a scuola anche al pomeriggio – ci lasciano di stucco i criteri di valutazione, sì indicati nella domanda di iscrizione, tuttavia alcuni sono poco sensati, alla luce anche del fatto che durante l’open day ci era stato detto che nessuno sarebbe rimasto fuori e che in passato erano state accolte tutte le domande». Poi indicano i criteri “incriminati”: «per la continuità con le scuole, passi che si dia precedenza a fratelli già frequentanti l’istituto, ma che il punteggio per chi non ha “continuità con le scuole dell’istituto” sia pari a zero, lo troviamo penalizzante. Alcuni di noi hanno scelto un asilo paritario o altri istituti perché non sono entrati in graduatoria, per essere più vicini ai nonni, per comodità rispetto al posto di lavoro, etc.». Quindi critiche anche sul criterio dove entrambi i genitori entrambi lavorano: «questo criterio è al 6° e penultimo posto. Vengono assegnati solamente 2 punti. Addirittura 4 alunni, pur non avendo entrambi i genitori occupati, hanno passato la graduatoria perché avevano “continuità con le scuole dell’istituto”. La sezione a tempo pieno dovrebbe invece dare priorità alle famiglie dove entrambi i genitori lavorano».

La comunicazione via Pec ha fatto sobbalzare la dirigente scolastica: «Quando ho letto la lettera sono a dir poco trasalita – riferisce Catia Valzania, dirigente dell’istituto scolastico – innanzitutto perché è stato allegato un documento riservato con dati “sensibili” che non poteva essere divulgato all’esterno. Poi chi ha scritto la lettera non ha la minima cognizione delle regole di un istituto e del suo funzionamento. Incredula anche nel vedere tra i 5 genitori firmatari anche il nome di una consigliera d’istituto, a meno che non si tratti di un caso di omonimia. È il consiglio d’istituto che decide, ed è presieduto da un genitore, e formato da 8 genitori, 8 insegnanti e 2 personale Ata. In consiglio d’istituto sono stati rideliberati gli stessi criteri da sempre utilizzati. Sono stati letti tutti gli articoli e approvati all’unanimità uno ad uno. Poi i criteri durano tre anni, ma basta che un consigliere lo chieda e possono essere rivisti in qualsiasi momento. Sarebbe stato sufficiente, quindi, che un genitore si fosse rivolti agli 8 presenti in consiglio per chiedere la revisione. Poi va chiarito che il tempo pieno viene concesso dall’Ufficio scolastico provinciale di Forlì e non si può aumentare il numero provinciale delle classi. A Savignano ne abbiamo due. Una è al Cesare e l’altra a Fiumicino dove gli alunni sono appena 10 e vi si potevano trasferire gli alunni rimasti fuori».

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