Screening oncologici, tempi lunghi. Ravenna sotto gli standard Ausl

Dopo l’emergenza sanitaria della primavera 2020, che aveva bloccato buona parte dell’attività ordinaria dell’ospedale, il personale sanitario è stato immerso in una mole di lavoro importante per recuperare il tempo perduto. Secondo le ultime relazioni Ausl ci sono però alcune criticità a Ravenna che riguardano soprattutto i tempi di attesa dei referti e degli approfondimenti per gli esami oncologici a cui si sottopongono le donne, come mammografia e pap test. In alcuni casi la refertazione arriva oltre il tempo limite, in altri gli esami di approfondimento vengono fissati entro la soglia temporale indicata dall’Ausl: 60 giorni. Il motivo? Carenza di personale, si legge nell’ultima relazione dell’azienda sanitaria.

Il recupero post blocco

Nel 2020, gli inviti per tutti gli screening sono stati riprogrammati in ordine cronologico, a partire da quelli sospesi dal 7 marzo in avanti. «L’Azienda ha sviluppato importanti sforzi organizzativi sulla base delle risorse disponibili – si legge nella relazione – per programmare ove possibile un incremento di sedute di screening. Questo anche attraverso l’attivazione di attività  aggiuntiva di tecnici, ostetriche, infermieri». Nel secondo semestre l’attività è stata ulteriormente potenziata e a livello romagnolo, scrive l’Ausl, «i dati mostrano una performance molto buona».

I dati

I risultati su Ravenna non sono però i più soddisfacenti. Per quanto riguarda le mammografie, solo il 62% dei referti negativi eseguiti nel periodo preso in esame è arrivato entro i 21 giorni (a Cesena questa percentuale è pari al 99%) contro uno standard Ausl fissato all’85%. Vanno meglio le cose per quanto riguarda i pap test, ovvero lo screening cervicale, il cui referto negativo arriva nel cento per cento dei casi entro le quattro settimane. Tuttavia in caso si riscontri una necessità di approfondimento, la colposcopia viene fissata entro i 60 giorni standard soltanto nel 55% dei casi. L’Ausl fissa la soglia minima al 90%. I tempi sono invece accettabili per gli esami colon-rettali.

L’Ausl cerca di sensibilizzare la popolazione, attraverso inviti mirati alla popolazione interessata, a sottoporsi a questi esami che permettono una prevenzione attiva delle patologie oncologiche. Serve però personale: nelle scorse settimane è stata decisa l’assunzione di diversi infermieri ed è probabile che si vada a coprire la carenza di personale, stimata attorno alle tre o quattro unità nel reparto.

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