Scommettere sull’economia blu: ecco i fondi europei per il rilancio

Dopo il lockdown e le restrizioni contro il Covid, arriva ora un aiuto concreto dalla Commissione Europea di cui potrà beneficiare anche la costa romagnola. L’occasione riguarda tutta quell’economia blu che parte da Ravenna e arriva fino a Gabicce e per la quale la Regione Emilia-Romagna ha già mostrato attenzione quando ha stanziato una parte del bilancio destinato a far fronte al duro periodo di emergenza economica. Ora potrà contare su una marcia in più tutta europea. A patto, però, che il mondo delle imprese e della ricerca sappia cogliere questa opportunità. In questa direzione va proprio il bando Blue Bio-Economy 2021 lanciato da Era-Net Cofund, con un fondo di otto milioni di euro complessivi e un milione e mezzo di euro come limite massimo richiedibile per ciascun progetto. Tra i diversi ambiti interessati, ci sono biotecnologie, pesca, trasformazione alimentare, acquacoltura ma il filo conduttore dell’intero bando è basato sulla volontà di sostenere la ricerca e l’innovazione nel settore della sicurezza alimentare e di un’economia circolare che guardi alla tutela dell’ecosistema. E anche per chi non facesse in tempo a presentare la propria proposta per la prossima scadenza del bando Blue Bio-Economy del 20 settembre prossimo, la Commissione Europea promette appuntamenti importanti attraverso Horizon Europe, la nuova programmazione 2021-2027.

«Sono tutte scadenze da non perdere, magari preparandosi per tempo, Anche perché i bandi europei costituiscono l’opportunità non soltanto di ricevere finanziamenti per i propri progetti – spiega Virginia Alimenti, esperta di politiche europee sulla sostenibilità ambientale – Come mi piace ripetere, sono soprattutto occasioni per aprire la mente e disporsi a contaminazioni culturali, a scambi di reciproche esperienze e di diversi punti di vista. Insomma, un altro modo di vivere l’Europa».

Per Alimenti, «l’emergenza sanitaria ha costretto un po’ tutti noi a puntare i riflettori sulla qualità della nostra vita, dall’ambiente che ci circonda al tempo perso tra attese negli uffici e lunghe file nel traffico, dal cibo che mangiamo all’acqua che lasciamo scorrere distrattamente senza cura per quel bene prezioso che, in realtà, rappresenta. Ridurre il consumo di suolo, contrastare le conseguenze del cambiamento climatico, rendere le nostre città vivibili recuperando spazi e tempi e ridisegnando le distanze tra abitazioni e negozi o uffici, valorizzando tipicità e mettendo in leva le caratteristiche di un territorio sono argomenti con i quali ormai siamo tutti chiamati a fare i conti. E così, in queste settimane di ripartenza auspicata, sognata, invocata, speriamo di poter guardare avanti e cerchiamo di progettare un diverso domani».

Nell’ultima programmazione della Commissione europea c’è una profonda cura della sostenibilità.

«Facciamo un esempio: il programma europeo Life 2021-2027 (con un budget di 121 milioni di euro per clima e ambiente) segnala un aumento di attenzione proprio su questi temi – aggiunge Alimenti – Basti pensare che assistiamo a uno stanziamento che ha subito un aumento del 20% rispetto alla passata programmazione. E tutto questo non può non avere riflessi su come i territori delineano cambiamenti per migliorare la vita per i propri cittadini».

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