San Marino, Reggente accusato di violenza e molestie. Rf attacca: “Due pesi e due misure”

Violenza contro le donne e molestie sul lavoro, Repubblica futura parla di due pesi e due misure per gli ultimi scandali che hanno travolto il Titano, mentre l’Unione sammarinese lavoratori, Usl, affonda il dito nella piaga, denunciando «le numerose lacune da colmare in quest’ambito» ed invitando a prevenire i fenomeni senza «aspettare che certi fatti balzino alla cronaca».

L’opposizione

Nella serata di lunedì si è riunito con urgenza il Coordinamento di Rf. Al centro del confronto i presunti sospetti che hanno toccato anche la suprema magistratura. Al riguardo, il partito d’opposizione esprime «grave preoccupazione», ripercorrendo i fatti di via Gino Giacomini, dagli episodi di violenza, alle denunce contro la stampa e i cittadini, sino alle molestie che sarebbero state perpetrate dal capitano Reggente Giacomo Simoncini, accusato di molestie sessuali da una segretaria di palazzo. Al contempo si rimarca che mai come nelle ultime ore, abbiano pesato il «doppiopesismo e la volontà di usare episodi personali a fini politici». Così si punta il dito su Gian Nicola Berti capogruppo di “Noi per la Repubblica” (partito di Simoncini). Davanti all’episodio che ha visto protagonista il segretario di Libera, Matteo Ciacci (coinvolto in una lite con la fidanzata poi degenerata, ndr) Berti avrebbe fornito «premesse, conclusioni e condanna finale con tanto di scherno e una strampalata interpellanza per accertare la verità». Mosse che, si sottolinea, non ha tuttavia scelto «per accertare la verità sul reggente, evitando anzi sia di esprimere condanna, sia di prendere le distanze». Al contrario Rf dice di aver adottato lo stesso comportamento «per garantire la dignità delle persone e tutelare le magistrature». Perciò chiede alla Reggenza «una smentita con buona pace delle panzane messe nero su bianco dal Congresso di Stato (tra presunti dovuti mutismi e rinnovate minacce alla stampa)». Altrimenti, si conclude, «meglio che Simoncini si dimetta, per salvaguardare le istituzioni stesse e quel che resta della loro credibilità».

L’Usl

In linea il sindacato che attendeva da un anno la ratifica della convenzione dell’Ilo contro le molestie sul lavoro giunta nel giorno della bufera. «Non si può tergiversare, – chiariscono – ma occorre giocare d’anticipo con senso di responsabilità e coraggio, senza aspettare che certi fatti balzino alla cronaca: la violenza, le molestie e le discriminazioni sul lavoro hanno bisogno di risposte sin da subito». Usl invoca politiche sulla «prevenzione, sensibilizzazione e formazione supportate da un moderno impianto legislativo».

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