Scala un 8mila sull’Himalaya e in cima sventola la scritta “Riccione”

Scala un 8mila sull'Himalaya e in cima sventola la scritta "Riccione"

RICCIONE. Di lavoro fa l’’avvocato, pur essendo di Milano ama la vela. Ma è anche appassionato di montagna, adora le sfide ad alta quota ma quando può trascorre le vacanze a Riccione. E proprio alla città romagnola Mattia Conte ha dedicato la sua ultima sfida, la conquista della vetta Gasherbrum II sull’Himalaya in Pakistan, (noto anche come K4, alto 8.035 metri), la tredicesima montagna più alta della Terra.

Conte infatti ha scelto di dedicare il suo secondo personale Ottomila alla città di Riccione nella quale ogni estate trascorre le sue vacanze con la famiglia facendo sventolare all’arrivo una bandiera con la scritta Riccione. “In cima al Gasherbrum II con Sergey Kondrashkin! E ora… ci vediamo a Riccione 😂😂😂” ha scritto sul suo profilo facebook.

Partito a fine giugno e tornato nei primi giorni di agosto, dopo oltre 50 giorni con il compagno di spedizione, lo scalatore catalano Sergi Mingote, Conte è arrivato in cima al Gasherbrum II di notte, senza ossigeno, con temperatura di -30 °C e vento battente.

Dal campo base, alla confluenza del ghiacciaio meridionale del Gasherbrum con il ghiacciaio degli Abruzzi, il dislivello totale fino alla vetta (8035 m) è di circa 2700 metri, Conte è salito durante l’ultima finestra di tempo utile prima dell’arrivo dei monsoni.

“Scalare e arrivare in vetta – afferma lo scalatore – ha qualcosa di mistico. Non è solo sport, c’è molto di più. Non sei tu che scali la montagna, è lei che decide di accoglierti. Ho impiegato 14 ore per arrivare alla vetta, ore in cui la concentrazione è altissima e dove occorre considerare tanti elementi: quali strade scegliere e come salire, verificare lo stato della neve, non trascurare nulla”.

Argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *