Savignano, vandali al Cesare: dopo il parco tocca alla piazza

Nuovi vandalismi: cresce il livello d’allarme per il degrado del parco pubblico. L’ennesimo gesto incivile è stato scoperto l’altro ieri: ignoti si sono accaniti contro una plancia informativa, abbattendola in mille pezzi, riaccendendo le proteste. E intanto alcuni membri della Consulta provano a fare sentire la loro presenza con un controllo serale al parco “Aldo Moro”. «Ricevo quotidianamente segnalazioni allarmate di residenti del quartiere per il crescente degrado in quell’area verde – informa la presidente della Consulta del Cesare, Giusy Sacco – Non è possibile che i vandalismi proseguano come se nulla fosse. Nelle ultime notti, la plancia nella centrale piazza Falcone è stata completamente distrutta dopo che per alcuni anni ha fatto dignitosamente il suo compito di informare sulle vie del nostro quartiere». Se in piazza Falcone si è verificato un brutto episodio ma sporadico, ben più preoccupante è la situazione nel parco “Aldo Moro”.

Sopralluogo nel parco

«Alcune sere fa – racconta Giusy Sacco – abbiamo fatto un giro e abbiamo notato che continuano a essere frequentato da personaggi poco raccomandabili e il degrado e i rifiuti per terra sono sempre più consistenti. Durante le raccolte ecologiche fatte dai volontari nei mesi scorsi, sono stati trovati abbandonati rifiuti di ogni genere, anche pericolosi». Ma non basta. «Tutti sanno che in quel parco di notte si spaccia. E nei punti più nascoste sono state trovate spranghe e due cacciaviti di 30 centimetri, che sicuramente non sono stati persi, ma occultati sotto le siepi. Da tempo abbiamo scritto al Comune di Savignano che quelle siepi vanno prontamente rimosse e che pure gli altri alberi devono essere potati in basso, per lasciare trasparire cosa c’è sotto: oltre a spranghe e cacciaviti sono state trovate bottiglie e alcolici ancora intatti». Per la presidente della Consulta la misura è colma: «Il parco, che è a due passi dalla chiesa, dalla scuola primaria e da quella dell’infanzia, non può rimanere in questo stato. Le famiglie che abitano nel quartiere Cesare non vanno lasciate sole. Come abbiamo chiesto più volte, servono delle telecamere, ma intanto si taglino almeno le piante usate come nascondigli».

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