Savignano, una gara di solidarietà a sostegno dell’Hospice

Il 2021 si è concluso con una vera e propria gara di solidarietà a favore dell’Hospice di Savignano sul Rubicone. La solidarietà infatti è contagiosa e proprio in occasione del Natale, dopo l’ecografo consegnato nei giorni scorsi, sono arrivati nuovi doni all’Hospice di Savignano: ghirlande natalizie in lana ed alberelli per ogni ospite della struttura, per dare sollievo ai pazienti ricoverati e alle loro famiglie, ma anche valorizzare il grande impegno che gli operatori offrono da 20 anni al territorio. A promuovere l’iniziativa per il 2021 è stata la consulta del quartiere centro storico di Savignano, il cui Presidente, Emanuele De Carli, ha affidato alle Volontarie del gruppo Savignanese “Fili e Colori” la creazione di ghirlande natalizie in lana per l’Hospice ed alberelli per ogni ospite della struttura.

Donati anche 25 “Calendari de mi Paiois” da Casadei Giuseppe, Rossi Mauro, Zicchetti Giorgio. I calendari, attraverso immagini fotografiche e l’uso del dialetto raccontano la storia del territorio e contribuiranno a “tenere compagnia” ai degenti in Hospice, e una somma in denaro dall’Associazione sportiva dilettantistica Medinox di Savignano sul Rubicone frutto di iniziative a a favore dei pazienti di cure palliative.

Numerosi sono i privati cittadini, come Carla e Nazario (che ad ogni Natale dedicano parte della loro tredicesima per l’hospice) e le associazioni: Rotary Club, Lions Club, Fondazione Taccia, Kibirichin, Ombu, Centro per i Diritti dell’Ammalato, AVIS, IOR per citarne alcuni, che hanno sostenuto negli anni l’Hospice di Savignano, consentendo di migliorare l’accoglienza alberghiera dei pazienti e di definire percorsi formativi ad hoc per la crescita culturale degli operatori di cure palliative. A questi cittadini ed associazioni, va tutta la riconoscenza del personale sanitario Hospice, e dell’Azienda Sanitaria della Romagna. In particolare si ringraziano cittadini

L’Hospice di Savignano

L’Hospice di Savignano sul Rubicone dispone di 14 posti letto, di cui 2 con tecnologie adeguate per pazienti in ventilazione meccanica 24 ore su 24: 12 camere di degenza singole e 1 camera doppia, dotate di ogni comfort. Le cure palliative vengono erogate dal personale della SSD Cure Palliative Cesena in Hospice, in consulenza nei reparti ospedalieri e nelle Case di Cura private accreditate, al domicilio e nelle Residenze per anziani e nell’ambulatorio, situato nella Casa della Salute del Rubicone. Ad oggi, i pazienti accolti in Hospice sono stati 3.560, in ambulatorio 2.200 per 12.000 prestazioni erogate, al domicilio sono stati curati 4670 in collaborazione con il loro Medico di famiglia e gli infermieri del Servizio Infermieristico Domiciliare (SID). In questi 20 anni, più di 10.000 famiglie hanno trovato una risposta al bisogno di cura per il proprio caro, quando la guarigione, per una malattia grave, non era più raggiungibile.

La struttura si inserisce nel modello organizzativo “a rete” di cure palliative dell’AUSL della Romagna. La Rete Locale di Cure Palliative (RLCP) è costituita da nodi e da interconnessioni, dove i nodi sono rappresentati dai punti in cui operano equipe multiprofessionali e le interconnessioni sono rappresentate dalle modalità organizzative adottate, condivise tra tutti i professionisti della rete. La modalità operativa che offre la Rete di cure Palliative della Romagna per rispondere in modo unitario al bisogno del malato e della sua famiglia è il lavoro di équipe, che richiede una costante integrazione professionale per la definizione e realizzazione del piano di cura personalizzato. Alla luce delle recenti evidenze scientifiche, si afferma che “le cure palliative sono rivolte a malati di qualunque età e non sono prerogativa della fase terminale della malattia. Possono infatti affiancarsi alle cure attive fin dalle fasi precoci della malattia cronico-degenerativa, controllare i sintomi durante le diverse traiettorie della malattia, prevenendo o attenuando gli effetti del declino funzionale. Per soddisfare i bisogni dei malati e delle famiglie, è necessario garantire il passaggio graduale dalle cure attive alle cure palliative, attraverso la condivisione degli obiettivi di cura, evitando così i rischi di una dolorosa percezione di abbandono, contribuendo a contenere il ricorso a terapie inappropriate e ad approcci di ostinazione diagnostico terapeutica negli ultimi mesi di vita.” Le cure palliative si propongono quindi come un processo di cura finalizzato non solo al con­trollo dei sintomi, ma, soprattutto, alla difesa e al recupero della migliore qualità di vita pos­sibile, attuando interventi terapeutici mirati al benessere bio-psicologico, sociale e spirituale.

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