Savignano, torna a girare la grande ruota della vecchia fabbrica

Il museo dei trattori d’epoca rimette in moto la ruota dopo mezzo secolo e accoglie visitatori dall’estero. Decine di antiche macchine agricole che hanno fatto la storia sono custodite con cura dalla ditta di Alvaro Menghi, nato a San Leo 71 anni fa e da mezzo secolo sceso a Savignano, dove ha fondato un’officina leader nelle riparazioni di trattori. «Il lavoro è sempre stata la mia passione – afferma – Anche il sabato e la domenica li passo a sistemare “ruderi” di trattore». Un anno e mezzo fa ha creato un vero museo di tesori da collezione, in prevalenza del marchio Landini, con i famosi “testa calda”. In tutto sono esposti una trentina di grandi pezzi, alcuni dei quali costruiti nei primi anni del ’900. Oltre alle macchine agricole, ci sono motociclette e altri mezzi di locomozione. Il museo, che si trova fuori dal centro di Savignano, in via Selbelle II, è privato e si visita su appuntamento telefonando al numero 0541-946597). L’estate scorsa ad ammirare i trattori sono arrivati anche turisti tedeschi e austriaci e un gruppo di insegnanti della Polonia che erano a Rimini. Nei giorni scorsi, sono poi arrivati otto insegnanti della Romania, che entusiasti hanno girato con attenzione tutto il museo. Davanti al capannone dei trattori c’è un altro pezzo di storia di Savignano: la grande ruota, del peso di 50 quintali e con un raggio di circa 4 metri, che un tempo faceva funzionare la fabbrica di conserve e pelati del conte Rasponi-Spalletti. La fabbrica savignanese, dopo un secolo e mezzo di onorata attività, fu dismessa nei primi anni ’70. Dopo tante ore di lavoro, ora la ruota è tornata a girare. «Ci abbiamo impiegato circa cento ore in tre – raccontano Alvaro, il figlio Sandro e l’amico Samuele – Non va più a vapore, come all’epoca, ma ha un motore idraulico con catena. È stata un’impresa, visto il peso della ruota e la ruggine negli ingranaggi. Poi il muratore Salvatore Sini ha curato i muri di sostegno. È una gioia vedere la grande ruota tornare a girare dopo mezzo secolo».

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