Savignano, Tamara Cantelli tornata in radio: “Aiutata dagli angeli”

Ieri il ritorno al lavoro a Radio Gamma di Tamara Cantelli che racconta in prima persona: «A superare questo brutto momento mi hanno aiutato gli angeli». Due ore di lavoro ieri in radio per cercare di tornare alla normalità, dopo tre mesi di sofferenza fisica e psicologica.

Il primo febbraio Tamara Cantelli ha subito un’aggressione violenta, mentre era appena rientrata in casa dopo aver lavorato in radio. L’aggressore ha suonato il campanello appena Cantelli è entrata in casa e appena ha riaperto la porta l’uomo l’ha aggredita e le ha dato un colpo con un coltellaccio da macellaio al polso sinistro, per rubarle la borsa e il contenuto di 80-90 euro.

Ieri dopo tre mesi il ritorno all’amata Radio Gamma, dove ha ripreso il suo posto per la gioia dei fan, dalle 10 a mezzogiorno, travolta da un mare di affetto via telefono, sms, mail. Talmente tanti messaggi che non è riuscita a rispondere a tutti. La canzone di Ron “Tutti quanti abbiamo un angelo” ha fatto da colonna sonora introduttiva al ritorno della speaker. «Io forse ho avuto anche più di un angelo – ha esordito Cantelli ieri in radio – che nell’ultimo periodo hanno lavorato molto per me. Oggi finalmente sono qua, non vedevo l’ora di riprendere dove ho interrotto, e mi ricorderò di questo rientro del 7 di maggio dopo tre mesi di pausa. Non nego che sono molto emozionata, dopo questi tre lunghissimi mesi che mi hanno tenuto lontano da voi e dalla radio, ma ora finalmente sono qua. Ringrazio Sandro Manzali che mi affianca. Ora sono pronta a riprendere e posso dire: amici del weekend buona giornata a tutti da Tamara Cantelli». Le due ore di diretta si sono chiuse con la canzone “Vita” di Lucio Dalla e Gianni Morandi che pure parla di angeli.

La scelta delle canzoni sugli angeli è stata voluta?

«Certamente – risponde con un sorriso – Io sono sicurissima che sono stata aiutata dagli angeli e che senza di loro non ce l’avrei mai fatta. La loro presenza per me è stata tangibile. Quando ho vissuto quei secondi terribili mi sono vista tutta la vita passarmi davanti e anche dopo quando mi prendeva lo sconforto ho avuto la netta sensazione che qualcuno dall’alto mi stava aiutando».

Riconoscerebbe l’aggressore?

«L’ho visto a viso scoperto. Avevo impresso bene il suo viso nella mente. Ora un po’ di meno, anche perché ho tentato di rimuovere questi terribili ricordi. Le indagini sono ancora in corso. Speriamo venga individuato perché non capiti ad altri quello che è successo a me. I carabinieri hanno ancora il mio telefono cellulare, che è stato mandato ai Ris di Parma e che, mi hanno detto, mi dovrebbe ritornare a fine mese. L’aspetto anche perché dentro ho tutta la mia rubrica di contatti».

A che punto è la riabilitazione della mano?

«Dopo tre mesi intensi, mi aspettano ancora 8-12 mesi di terapia che vado a fare a Forlì da una competente professionista. All’ospedale Bufalini di Cesena dove ero stata ricoverata mi avevano fatto presente che la riabilitazione sarebbe stata molto lunga. Anche al lavoro vado solo nel fine settimana, perché tre giorni alla settimana li dedico alla riabilitazione».

Si aspettava tanta solidarietà?

«No. In effetti non avrei mai pensato che tanta gente mi travolgesse di affetto e attenzioni. La cosa mi ha fatto però piacere e mi ha dato una spinta a guardare avanti con fiducia».

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