“Una brutale aggressione a mio figlio lo scorso 24 giugno in un locale tra Longiano e Savignano”. È la denuncia di una madre attraverso una lettera aperta ai sindaci di Longiano, Savignano, Rimini, Novafeltria, Santarcangelo, ai Prefetti e ai Questori di Rimini e di Forlì-Cesena e ai parlamentari del territorio.
La denuncia di una madre: “Brutale aggressione a mio figlio in un locale tra Longiano e Savignano, gli hanno rotto la mandibola in due punti”
Mandibola rotta e cinque placche di titanio
Continua la madre: “Mio figlio si è sposato lo scorso 13 giugno. Lui e sua moglie erano appena rientrati dal viaggio di nozze. Pochi giorni dopo hanno deciso di festeggiare il compleanno di un amico. Una serata normale, come quella che migliaia di ragazzi vivono ogni fine settimana. In seconda serata sono entrati in una discoteca, dove lui e sua moglie sono stati aggrediti da un gruppo di persone senza nessun motivo, solo per puro divertimento. Mio figlio è stato colpito con una violenza devastante. La sua mandibola si è fratturata in due punti. È stato trasportato d’urgenza in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico di oltre cinque ore. I medici hanno dovuto applicare cinque placche in titanio per ricostruire la mandibola. Anche sua moglie è stata aggredita mentre cercava di proteggerlo. Ha ricevuto due pugni alla spalla e un calcio alla gamba. Ma nonostante tutto è rimasta accanto a lui. Con il suo coraggio ha impedito che venisse colpito ancora mentre era a terra”.
Il finale è un appello alle istituzioni: “Devo essere contenta di avere portato a casa mio figlio vivo. Potevo non vederlo più per la violenza gratuita e inaudita che ha dovuto affrontare. Come madre non dimenticherò mai quel momento. Nessun genitore dovrebbe vedere il proprio figlio appena sposato su un letto d’ospedale invece che iniziare la sua nuova vita con serenità. Questa lettera non nasce dall’odio. Non vuole accusare un’intera comunità o un’intera nazionalità. Le responsabilità sono personali e spetterà alla giustizia accertarle. Nasce dal desiderio che nessun’altra famiglia debba vivere quello che stiamo vivendo noi. Chiediamo alle istituzioni di affrontare con decisione il tema della violenza che colpisce tanti giovani durante le serate nei locali e nei luoghi di ritrovo. Chiediamo più prevenzione, più controlli, interventi rapidi quando scoppiano risse, una maggiore tutela delle vittime e che chi commette violenze risponda delle proprie azioni secondo la legge”.