Mamma e figlio autistico di 5 anni sulla Via degli Dei marciando a “rate”. L’impresa è stata compiuta da Sarah Zavoli e il figlioletto Sared, che hanno concluso giorni fa il cammino.
Borghi, l’impresa di mamma Sarah e del piccolo Sared alla Via degli Dei: “Oltre la disabilità, un’esperienza magnifica”
Tra Bologna e Firenze
Il cammino collega piazza Maggiore a Bologna con piazza della Signoria a Firenze. Si tratta di 130 chilometri tra la natura dell’Appennino Tosco-Emiliano e la storia. Ci sono luoghi particolari che percorrevano anche gli Etruschi nel VII-IV secolo avanti Cristo, una strada che congiungeva le due città per sviluppare i traffici. Ogni tappa è ricca di storia, natura, enogastronomia. Un’impresa non facile per gli adulti se non allenati bene, ma che diventa impossibile se la deve compiere un bambino autistico.
Mamma Sarah e il figlioletto, di Borghi, hanno deciso di fare l’impresa, ma a rate, nel corso di più mesi. L’inizio risale a circa un anno fa, e poi una volta al mese, in una decina di tappe l’una. Pochi giorni fa l’ultima tappa a Firenze.
«Da quando era piccolino – racconta mamma Sarah – ho abituato Sared allo sport e al contatto con la natura; quasi ogni weekend ci recavamo in località rurali o di montagna, e camminavamo. L’anno scorso, quando Sared aveva 3 anni ed 11 mesi, ho pensato di realizzare un sogno che avevo da diversi anni: fare la Via Degli Dei, non da sola ma con mio figlio. Abbiamo iniziato a camminare, non giorno dopo giorno, come fanno solitamente tutti i pellegrini, perché sarebbe stato troppo faticoso per Sared. Ma abbiamo diviso il percorso originario creando delle “mini tappe” da 12-15 chilometri ognuna, e coprendo così l’intero itinerario. Sempre io e lui, solo in una tappa si è aggregato anche mio marito».
La filosofia dell’impresa
Come ci siano riusciti lo spiega la stessa mamma: «Iniziavamo a camminare dal punto “A”, ed arrivavamo al punto “B”. Al punto “B”, ci veniva a prendere l’auto con l’autista della “Via degli Dei”. Sul percorso ci sono, infatti, vari autisti che percorrono avanti ed indietro la Via degli Dei. Vanno in auto con i bagagli dei camminatori, oppure, vanno a prendere le persone che non ce la fanno più a camminare. Noi ci facevamo riportare al punto “A”, dove io avevo lasciato la mia auto; e da lì tornavamo a casa. Poi la volta successiva, dal punto “B” arrivavamo al punto “C”, e così via, fino a riuscire a giungere a Firenze, davanti alla basilica di Santa Maria Novella». Tante le avventure affrontate dai due durante il percorso: «Per esempio, abbiamo scalato la cima del monte Adone, simbolo stesso della Via degli Dei o ci siamo fermati in tanti luoghi tipici».
Infine, la madre ha voluto lanciare un messaggio agli altri genitori che vivono la sua stessa situazione: «Nonostante la disabilità, allenando a dovere i nostri bambini, facendogli sperimentare non solo la realtà quotidiana fatta di scuola, terapie, casa, computer, eccetera, è possibile vivere esperienze magnifiche, in mezzo alla natura, che trasmettono un fortissimo senso di libertà. Così ho realizzato questa esperienza fantastica».