Alla ricerca di nuove sfide con “Athx”: l’avventura di quattro atleti cesenati a Marsiglia - Gallery

Lungo una vita, una carriera o altri percorsi personali può accadere che gli obiettivi conseguiti si traducano in effimere certezze. Capaci di trasmettere un irrazionale senso di realizzazione. Il rischio? Accontentarsi. Qui si comprende che la vera sfida è un’altra: trovare inediti slanci e una diversa forza di volontà. Per riaccendere il desiderio di inseguire nuove aspirazioni. L’ossigeno della felicità. Anche scendendo a patti. Richiede tempo, resistenza e forza. Tanta forza.

Alice Nicoletti, Giacomo Magnani, Daniel Vrazsa e Roberta Bilotta riassumono questi concetti con una sigla: “Athx”. È il nome dell’ultima loro avventura agonistica vissuta a Marsiglia, in Francia. Una competizione che combina prove di forza, declinate nei fondamentali della pesistica; di resistenza, distribuite su 750 metri di vogatore e svariati di corsa e workout ibridi Crossfit e Hyrox. Alice e Giacomo da Savignano e Gatteo; Daniel e Roberta da Gambettola. Due coppie diverse, due categorie separate. Quattro esperienze di vita e sportive non assimilabili. Una risorsa in comune: l’amicizia coltivata tra un bilanciere della palestra “Rubicon Valley Crossfit” di Savignano sul Rubicone e qualche birra consumata un po’ ovunque. Un podio conteso ciascuno con sé: non sentirsi mai appagati.

Scommettere su di sè

Nemmeno l’attitudine ampiamente certificata da un titolo da commercialista evita ad Alice di “bloccarsi” davanti ai conti più complessi e decisivi. Quelli con sé stessa. Svariate gare di Hyrox all’attivo, foriere di altrettante gioie e una costanza invidiabile negli allenamenti. Eppure: “Riflettendo – racconta Nicoletti – percepivo il desiderio di mettermi ancora in gioco. Ho pensato a una nuova gara di Hyrox. Avrei potuto cambiare ancora compagno di squadra, ma avevo la sensazione che sarebbe stato sempre uguale”. Nuovi orizzonti. Tracciati dalla mano amica dell’ambizione. “Ho capito che era il momento di uscire dalla mia comfort zone. Così ho scelto “Athx””, dichiara con un sorriso compiaciuto. Alice non sa dove la porterà la fuga dalle sicurezze. “Il confronto con la pesistica mi intimoriva – ammette –. Sapevo fosse il mio punto debole. Così, insieme al mio coach, seppur con sofferenza, ho insistito su quell’aspetto”. Sacrificio, dedizione e una forgiante dose d’indomabile follia: la ricetta delle soddisfazioni. “Ripensando alla prova di forza – riconosce a denti stretti mentre, questa volta, è il suo fisico a restituire il conto -, sono orgogliosa perché ho ottenuto quanto prefissato”.

Squadra

Come per ogni viaggio c’è una bussola a indicare la rotta. “Giacomo è stato determinante. Prima, dopo e durante la gara”. La manifesta essenza dello sport. “Nel workout di Crossfit finale ero sfinita – afferma Alice -. Ha dato tutto anche per me. Ma – dichiara con estrema sincerità, ombra di un’inconsapevole riconoscenza – è questa la sostanza di una squadra”. Pesi a terra, muscoli stremati, emozioni che dettano il ritmo del battito dei cuori. “Non ho avvertito la stessa tensione delle gare Hyrox – confessa -, dove, al traguardo, sono sempre scoppiata a piangere. Ma contro le paure ho vinto ancora io”. Il resto è l’inaspettato contorno disegnato da un attento destino: “Ci siamo qualificati alla finale mondiale “Athx”: a fine novembre ci giocheremo tutto a Lisbona”.

Strategia di...coppia

Uscire dagli schemi non implica solo un cambiamento. Può servire anche a consolidare qualcosa che già esiste. È quanto “Athx” insegna a Daniel e Roberta, dipendenti di due aziende della Valle Rubicone e coppia anche nelle sfide di tutti i giorni. “Volevamo fare una gara insieme – spiega lui -, ma nel Crossfit siamo su due livelli diversi; a lei non piace correre, quindi, abbiamo escluso l’Hyrox. La pesistica è il punto forte di entrambi e “Athx” ci sembrava il giusto compromesso”. Aspettative? Un freno all’entusiasmo. “Abbiamo pensato solo a prepararci – dicono –. Senza previsioni”. Un quinto piazzamento in classifica su 70 team e un terzo posto assoluto di marca marsigliese sul vogatore per Daniel a bollinare una strategia vincente.

La vera “forza”

Un’alchimia costruita sull’attrazione di elementi solo in apparenza opposti. “Prima delle gare mi isolo – dice Daniel -. Da solo trovo maggiore concentrazione e serenità”. “Ciò che ho apprezzato di più – si lascia andare Roberta mentre i suoi occhi anticipano i pensieri – è stata la sintonia che abbiamo trovato. Come fossimo un tutt’uno. Durante la fase di corsa ho sofferto di crampi ai polpacci. “Dani” non mi ha mai messo pressione e ha rallentato per stare al mio passo. Negli allenamenti quotidiani non facciamo altro che battibeccare”. Il sorriso si accende sul volto. La mente sfoglia le istantanee. “Finita la gara eravamo increduli. Avevamo chiuso per primi l’ultimo blocco; due giudici sono venuti a farci i complimenti e da quel momento non abbiamo capito più niente – aggiunge Bilotta con un piacevole imbarazzo -. Siamo già pronti per la prossima”.

Perché la vera “forza” non si misura in chili o minuti, ma in limiti. Per trasformarli in nuove possibilità.

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