Savignano, presentato il “Si fest” di Alex Majoli

Torna il Si fest alla sua 31ª edizione, il 9, 10 e 11 settembre (con mostre visitabili anche il 17 e 18 settembre e l’1 e 2 ottobre). L’evento ha alzato ieri il sipario sul programma scegliendo di presentarsi alla Scuola Alighieri, per rimarcare la scelta di aver posto come una sorta di nuova frontiera il rapporto tra scuola e giovani, a partire dall’educazione all’immagine.

Alex Majoli ha accettato il ruolo di art director della manifestazione («non di curatore», precisa). In collegamento da Amsterdam ha illustrato l’importante novità rappresentata da un percorso espositivo, in gran parte sperimentale, costruito per materie scolastiche, e ospitato dagli ambienti delle scuole savignanesi.

Un festival «non per fotografi» dice Majoli, ma che presenterà un ricco e prestigioso parterre di mostre con nomi come quelli di Gianni Berengo Gardin e Carla Cerati (Morire di classe, storico fotolibro da cui ebbe slancio la campagna di Franco Basaglia per la chiusura dei manicomi), a Lee Miller, Stephen Gill, Stanley Greenberg, Gunner Stahl, Jim Goldberg.

In un mondo sempre più inondato di immagini, il Si fest, hanno sottolineato i relatori a partire dal sindaco Filippo Giovannini, punta a presentare la fotografia come veicolo comunicativo e strumento espressivo, che permetta di incrociare codici e linguaggi.

Preceduto nei mesi scorsi dall’organizzazione di varie iniziative laboratoriali per gli studenti savignananesi a cura di Mario Beltrambini, Marialuisa Cortesi e Susanna Venturi, il programma delle mostre comprenderà, all’Istituto Giulio Cesare, un percorso: dalla collettiva che ripercorre gli avvenimenti degli ultimi vent’anni, dall’attacco alle Twin Towers in poi, attraverso immagini delle maggiori agenzie (fra le altre Associated Press, Magnum Photos, Reuters), al variegato lavoro artistico di solidissima coerenza etica della grande Lee Miller, fino alla fotografia degli ultimi anni con Gunner Stahl, ritrattista principe della scena hip-hop americana.

Uno degli spazi storici del Si fest, l’ex Consorzio di Bonifica, esplorerà gli universi giovanili distantissimi di Taliban di Thomas Dworzak, In The Yoshida dormitory di Kanta Nomura, Early works di Ivars Gravlejs.

Si fest off

Il Si fest off a Palazzo Don Baronio, a cura di Issa Amro e Adam Broomberg con la collaborazione di Lena Holzer, accenderà i riflettori sulla videosorveglianza di massa attuata dalle forze israeliane a Hebron.

Fra la sala “Marco Pesaresi” della biblioteca comunale e le vie del centro storico si dipanerà la mostra d’archivio Le città dei bambini a cura di Jessica Andreucci e Giuseppe Pazzaglia, in cui si racconta la straordinaria storia di Learning through art.

Il festival si aprirà il 9 settembre al Moderno nel nome di Marco Pesaresi, a cui sarà dedicata una serata spettacolo, con raccolta fondi in favore dell’hospice di Savignano, a cura del Rotary Club Valle del Rubicone.

Beltrambinie Valzania:i come e i perché

«Abbiamo provato a rivedere l’idea stessa di festival – dice Mario Beltrambini, direttore di Cultura e Immagine, concentrando i nostri sforzi per una comprensione attraverso lo studio del linguaggio delle immagini. Il tema del potere delle immagini era ed è il punctum sul quale impegnarsi, per una educazione all’immagine davanti a una fotografia sempre più effimera, temporanea, che manca di durevolezza, iniziando dagli adolescenti che non hanno strumenti necessari per difendersi, capendo cosa significhi lasciare alla fotografia “liquida” la guida del loro vissuto».

«Un’opportunità l’accoglimento di questa manifestazione – afferma la dirigente dell’Istituto Comprensivo Giulio Cesare, Catia Valzania – per promuovere il senso del bello in contrasto ai fenomeni di omologazione, che limitano di fatto il pensiero critico e appiattiscono la capacità di interpretare la realtà e incidere sulla stessa. L’incontro con l’immagine rappresenta uno spazio di pensieri che si incontrano; permette il dialogo tra diversi modi di vedere la realtà, operando su di essa. Sono convinta che questa esperienza inciderà sul modo di fare scuola, attraverso un ripensamento degli schemi didattici». M.T.

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