Savignano, parte il “Sì fest” firmato da Alex Majoli

Le scuole aprono le porte al 31° Si fest, e ieri anche la stampa ha potuto ammirare, in una anteprima guidata dal nuovo direttore artistico Alex Majoli, il percorso espositivo che riporta i risultati dell’ampio sforzo progettuale e creativo svolto insieme a studenti e professori di questa edizione dedicata a cultura ed educazione all’immagine.

Il via il 9 settembre alle 18 alla primaria “Dante Alighieri” con la cerimonia inaugurale. A seguire Masque Teatro nel suo omaggio a Franco Basaglia e dj set di Chiara Fossati.

Una novità, quella del teatro al Si fest, particolamente sottolineata da Majoli come guidata dal desiderio che la fotografia non resti isolata ma si ponga in relazione con le altri arti.

Gli ambienti scolastici della primaria “Alighieri” e della media “Giulio Cesare” sono diventati e resteranno ambienti recettori di fotografia, intesa anche come guida didattica alla conoscenza della varie materie.

«Un modo – dice Majoli – per dare a questo festival il volto di un’utilità sociale intesa come un vero e proprio investimento, che giustifica anche l’impegno pubblico di carattere finanziario».

Così alla “Alighieri” la matematica e la fisica sono reinterpretate attraverso le immagini del fotografo inglese Stephen Gill e del newyorkese Stanley Greenberg, mentre per la biologia, la geografia e la religione il campo si allarga al linguaggio video con i progetti di Michele Sibiloni, dell’artista olandese Erik Kessels e del duo brasiliano Barbara Wagner & Benjamin de Burca.

La mostra di scienze riporta all’attenzione la lotta di Franco Basaglia per la chiusura dei manicomi, ripresentando Morire di classe, libro con fotografie di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin da cui la mostra che rappresentò, ricorda Maioli, un’autentica rivoluzione di linguaggio, ponendo in chiaro quali fossero le potenzialità della funzione sociale della fotografia.

La mostra di storia è invece una collettiva che ripercorre gli avvenimenti degli ultimi vent’anni attraverso immagini di agenzie come Associated Press, Magnum Photos e Reuters, dall’Afghanistan alle Torri gemelle, dall’uragano Katrina all’avvento dei movimenti #MeToo e Black Lives Matter, posti alla fine della mostra come simbolo di un vero spaccato, prima e dopo, per i diritti civili.

Spazio anche alla geometria nel nome prestigioso del grande designer Ettore Sottssas con una rara serie di suoi preziosi lavori intitolati Metafore recanti titoli significativi come “Per i diritti dell’uomo”.

All’Istituto comprensivo Giulio Cesare protagonista della mostra di educazione civica è una delle più grandi fotografe del Novecento, Lee Miller, capace di alternarsi con la stessa coerenza etica tra generi fotografici diversi. «Una donna – dice Majoli – che negli anni è passata via via dalla foto di guerra a quella di moda, è stata modella di Picasso, ha attraversato il periodo del Surrealismo in cui la macchina fotografica divenne strumento d’arte. Un vero e proprio mito da proporre ai ragazzi che hanno bisogno di miti che non siamo solo quelli tipo “Ferragnez”…».

La stessa scuola ospita mostre di musica, religione e letteratura, presentando il viaggio di Chiara Fossati nella scena rave degli anni Novanta e Duemila, la riflessione multiculturale di Marwan Bassiouni su Europa e Islam, e i lavori di autori come Duane Michals, Jim Goldberg, Lalla Essaydi e Kevin Clayborne, che hanno saputo abbinare in modo originale fotografia e scrittura.

Al Consorzio di Bonifica

Il percorso espositivo comprende gli spazi dell’ex Consorzio di Bonifica. Qui tre autori internazionali esplorano universi scolastici distantissimi: l’Afghanistan degli studenti-guerrieri talebani (Thomas Dworzak), il Giappone della controcultura universitaria (Kanta Nomura) e la Lettonia post sovietica degli anni Novanta (Ivars Gravlejs).

Il 10 settembre via anche alle letture dei portfolio, a cui Majoli invita a iscriversi, tenute da nomi importanti di fotografi e videomaker come Yuri Ancarani, Thomas Dworzak, Ivars Gravlejs, Valerio Tamagnini.

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