Savignano, la fornaia-pittrice abbassa la serranda

Attivo da quasi mezzo secolo e da oltre 28 anni presente nel quartiere Cesare, il “Forno Art” da ottobre non alzerà più la serranda. Decisione molto sofferta dell’attuale titolare. Il forno, rivendita e annesso laboratorio, venne creato dai due coniugi Ornella Molinari e Aurelio Bernabini con l’aiuto dello zio Bruno Bernabini. Oggi i due coniugi sono defunti e il forno è condotto dalla figlia Paola Bernabini di 51 anni. Ma da sola, senza più laboratorio per la cottura diretta del pane, bollette impazzite, tasse alle stelle, le spese superano i ricavi. Così, da qualche giorno sulla grande lavagna del forno, è apparsa la scritta “Il forno chiuderà definitivamente il 1° ottobre. Ringrazio tutti i clienti che mi hanno sostenuto in questi 28 anni di attività».

Una lunga storia

Il primo forno con rivendita venne aperto nel 1973 a Bertinoro, paese d’origine del fornaio Aurelio Bernabini. Allora nei supermercati non si vedeva il pane fresco e le botteghe riuscivano a fare buoni incassi. Ornella Molinari e Aurelio Bernabini decisero così di aprire un forno proprio a Bertinoro. Ma dopo 4 anni si trasferirono a Miramare di Rimini e poi nel 1994 presero sede nel quartiere Cesare, lungo la via Emilia, anche per essere più vicini a casa, visto che abitano a Musano di Roncofreddo.

Artista e fornaia

«Mio padre era di Bertinoro e mia madre di Borghi – racconta Paola Bernabini, attuale titolare del forno – Si sposarono e ritengo di essere stata concepita direttamente sui sacchi di farina del forno. Sono così cresciuta in bottega. Facendo lo slalom tra quei sacchi ho imparato, a quattro anni, ad andare in bicicletta. Poi i miei genitori hanno aperto il forno a Miramare. Li ho sempre seguiti e lavoravo con loro, ma sentivo dentro di me anche la vocazione di dipingere e fare sculture, utilizzando colori, colle e altri materiali. Allora, pur lavorando in bottega, ho aperto una galleria d’arte in via Oliveti a Miramare di Rimini per esporre le mie opere e quelle di artisti amici. L’arte è come il pane – sottolinea – In alcune occasioni ho donato quadri ad associazioni benefiche. Ventotto anni fa i miei genitori hanno voluto avvicinarsi alla casa di Musano di Roncofreddo. Così hanno aperto il forno a Savignano, fronte via Emilia. Ho chiuso allora la galleria dei quadri, ma ho continuato a fare mostre in giro per il mondo, oltre a lavorare nel forno coi miei genitori. Sono andata ad esporre le mie opere anche a Parigi, Cuba, Messico, India e altri posti. Sono andata persino a conoscere il Dalai Lama. La mia pittura è astratta, io dipingo con le mani e quando lo faccio cado come in trance».

Le difficoltà e l’addio

Da un anno la rivendita del pane non lascia margini di guadagno. Così Paola ha preso ha decisione sofferta. «Mio padre è venuto a mancare nell’estate 2018 e la mamma lo scorso 6 febbraio – racconta – Adesso anche mio zio Bruno sta molto male. La produzione diretta non avviene più nel laboratorio annesso al negozio, ma devo provvedere a comprare il pane da altri fornai. È un’attività che dava lavoro e veniva svolta con passione dai miei genitori. Ma ora i guadagni sono pari allo zero, con le bollette e le tasse che non sono più sostenibili. Sabato 1 ottobre sarà l’ultimo giorno di operatività della rivendita. Poi chiuderò tutto. Ringrazio di cuore la fedelissima clientela, che ci ha sempre scelto e con cui c’è un rapporto di amicizia. In questi ultimi due giorni di apertura, chi lo vuole, oltre al pane, può comprare anche i miei quadri o le sculture esposte».

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