Savignano, da Baldinini cresce la fiducia per il 2021

Un nuovo show room direzionale a Mosca, lo sviluppo e la distribuzione della proposta outwear, l’investimento sul digitale, guardando anche a mercati diversi da quello russo: sono queste le strategie messe in campo da Christian Prazzoli, l’amministratore delegato del calzaturificio Baldinini per combattere la crisi da Covid.Lo storico marchio di calzature, nato nel 1910 a San Mauro Pascoli, da giugno dello scorso anno ha infatti un nuovo amministratore delegato che si è affiancato a Gimmi Baldinini, che dopo l’acquisto per il 70% da parte della società finanziaria bolognese Finross, della famiglia Rossetti, nel novembre del 2019, è rimasto presidente azionista e presidente del consiglio di amministrazione, «figura centrale per l’indirizzo del marchio» ha detto Prazzoli.

Il suo arrivo, come ha assicurato, non cambierà l’assetto amministrativo e logistico dell’azienda, che a Savignano come uffici e fabbrica, mentre a Milano vi sono show room e punto vendita. «Come tutto il settore calzaturiero – dichiara Prazzoli – lo scorso anno col Covid abbiamo sofferto un calo del fatturato che si aggira attorno al 30%. Lo scorso anno come tante altre aziende anche noi siamo dovuti ricorrere allo strumento della cassa integrazione in sede ma anche nei negozi e in parte anche quest’anno per la chiusura di marzo, aprile nei negozi e in parte anche in fabbrica. Ma per il 2021 siamo fiduciosi, la raccolta ordini è in forte aumento, più 30% rispetto allo scorso anno e siamo intervenuti pesantemente sulle nostre collezioni rendendole più snelle, agili e focalizzate su un consumatore che cambia e continuerà a cambiare. Il momento resta però complicato, figlio delle chiusure di molti negozi di proprietà. Ma tutti i mercati sono fiduciosi per il secondo trimestre di quest’anno che sarà di crescita. Parallelamente, il nostro piano di sviluppo mira non tanto a ragionare sul numero di negozi fisici da aprire, quanto più su come presidiare al meglio i mercati in ottica multicanale e multitouch point». Digitalizzazione, e-commerce e social dunque, ma anche uno sguardo verso mercati nuovi. «Il nostro mercato storico è il blocco dell’Est Europa, Russia, Polonia eccetera e questo ci ha aiutato nel momento di crisi. Ma servono adeguamenti strategici e maggiore sviluppo anche al di fuori del mercato russo».

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