Savignano, centro di raccolta uva: chiusura irrevocabile

Il destino del centro di raccolta uve di Savignano è irrimediabilmente segnato. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, una pietra tombale è stata messa da un comunicato diffuso ieri dalla Cooperativa Colli Romagnoli, alla quale faceva capo quella struttura. Ha definito «inevitabile» la chiusura. Dopo avere sottolineato che la decisione «è stata ponderata sul piano economico e sociale dagli organismi della cooperativa», ha fatto notare che costerebbe «1 milione di euro» mantenere quel centro nel territorio del Rubicone o realizzarne uno nuovo. Il problema è che «purtroppo, l’attuale struttura non è più a norma. Al suo interno si riscontra una situazione molto precaria, tale da mettere a rischio la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle norme igienico-sanitarie». L’investimento che sarebbe necessario per sciogliere questo nodo viene considerato insostenibile, anche perché «la base sociale e la quantità di conferimenti diretti nell’area del Rubicone sono in costante calo». La “Colli Romagnoli” assicura comunque che «non verrà a meno dei suoi doveri di sostegno nei confronti dei soci della zona. Nelle vendemmie 2021 e 2022 riconoscerà ai conferenti a Savignano un contributo per ogni quintale di uva portato direttamente presso la cantina di Coriano e, comunque, sarà possibile organizzare direttamente un servizio di trasporto uve dedicato ai soci della zona, ove le condizioni tecniche lo permettano». Il disagio del trasporto a Coriano invece che a Savignano viene minimizzato: «Quasi il 40% delle uve di Savignano, da alcuni anni, vengono già conferite a Coriano e almeno altri 40 soci di Savignano potrebbero già iniziare a consegnarle a Coriano senza percorrere un solo metro in più».

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