Savignano, celletta della Madonna delle Mille Miglia da salvare

«Salvate la celletta della “Madonna delle Mille Miglia”»: un imprenditore si fa avanti per mantenere questa testimonianza di una storia particola: fu infatti voluta da un pilota che partecipava la mitica corsa che uscì sano e salvo da un terribile incidente e si convinse che l’aveva scampata grazie a un santino mariano che la mamma, preoccupata, gli aveva consegnato. Quella celletta in via Emilia Est, sul greto del rio Re, dovrà essere rimossa, in quanto è situata in zona pericolosa, dove sorgerà una rotonda. Ma cittadini e storici chiedono di salvarla e c’è un privato pronto a contribuire economicamente a questa operazione. Lì, prima della curva in direzione Santarcangelo e al cavalcaferrovia in direzione San Mauro Pascoli, i savignanesi meno giovani raccontano di un episodio accaduto durante il passaggio della “Mille Miglia”, negli anni ’50. Una mamma, in ansia per l’incolumità del figlio pilota, gli diede un’immaginetta della Madonna da tenere in tasca, affinché lo proteggesse dai pericoli della corsa. Alle porte a est di Savignano, sbandò con l’auto e finì dall’altra parte della via Emilia, ma non si fece neppure un graffio. E lui, per ringraziare la Madonna della grazia ricevuta, fece erigere una celletta con la scritta “Ave Maria”.

Visto che l’incrocio vicino a cui si trova la celletta è pericoloso e vi si formano lunghe code, il Comune di Savignano, in accordo con la Provincia di Forlì-Cesena, ha deciso di metterlo in sicurezza con una grande rotatoria ovale, che costringe a trasferire o demolire il manufatto religioso. Tanti cittadini non hanno dubbi su quale scelta vada fatta. «Le cellette sono la storia dei nostri luoghi e noi da tempo ne stiamo recuperando la memoria – affermano gli appassionati ricercatori Mauro Rossi e Giuseppe Casadei – Maurizio Zamagni di Savignano, titolare della ditta “Agrimacchine Rubicone Spa”, ha inviato al sindaco di Savignano una mail, offrendo la sua collaborazione per salvare la celletta». L’imprenditore conferma di essere«disponibile a valutare una collaborazione per recuperarla, con un possibile spostamento al fine di renderla fruibile a tutti. Magari arretrandola e posizionandola davanti alla nostra mura, ma sempre rivolta alla via Emilia, perché il suo “compito“ è sempre stato e sarà quello di vegliare la strada statale».

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