La giunta comunale ha approvato nella seduta di oggi il progetto esecutivo di un corposo intervento di ampliamento dell’impianto di depurazione delle acque reflue urbane di Bastia, nel territorio di Savignano.
Si tratta del terzo e ultimo passo di quanto previsto nel progetto generale (approvato con procedura di screening ambientale con delibera di giunta provinciale nel lontano 2003) di adeguamento dell’impianto alla legislazione vigente in materia di qualità delle acque di scarico provenienti da attività di depurazione.

Quella di oggi è un’approvazione in linea tecnica da parte del Comune di Savignano, territorialmente competente. Un atto che costituisce anche autorizzazione alla realizzazione dell’intervento, inserito nel Programma degli interventi 2020-2023 di Hera Spa.

Le opere progettate mirano all’adeguamento del processo per ridurre l’azoto totale allo scarico, come richiesto dalla legge. Ad oggi l’impianto è parametrato per una popolazione al di sotto dei 100 mila abitanti: con l’adeguamento, sarà in grado di servire una popolazione fino a 130 mila abitanti, comprendendo sia le aree residenziali che produttive. In particolare sarà realizzata una nuova vasca biologica da 5900 mc di capienza e interventi a corredo per una migliore gestione dell’impianto, che sarà ammodernato e automatizzato.

L’investimento, in carico a Unica Reti, proprietaria dell’impianto, e di Hera Spa, gestore, è di 4.975.750 euro.

“Si tratta di un’opera molto importante per lo sviluppo del territorio – afferma il sindaco Filippo Giovannini – soprattutto perché ci permetterà di ospitare nuove imprese e di accompagnare un nuovo sviluppo insediativo e residenziale stando all’avanguardia, in particolar modo sul fronte della green economy e della salvaguardia dell’ambiente”.

Il depuratore di Bastia di Savignano è stato costruito negli anni 80 e serve i comuni di Savignano sul Rubicone, San Mauro Pascoli, Gatteo, Gambettola e zone limitrofe al mare. Nel 2006 erano stati eseguiti lavori di adeguamento per 3 milioni di euro , un successivo ulteriore miglioramento è stato apportato nel 2012 per 1 milione di euro, che ha interessato il funzionamento idraulico. Oggi l’impianto all’interno del processo depurativo produce biogas, che viene trasformato in energia elettrica e termica, poi riutilizzate internamente, con risparmi economici e con un evidente risparmio di risorse ambientali.

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