Sarsina, il “Miles” di Plauto all’arena di Calbano

È un testo che diverte anche i suoi interpreti. È “Il miles” lo spaccone millantatore, “il vantone” disegnato da Plauto, che fa ritorno lunedì 9 agosto alle 21.30 nell’arena di Calbano di Sarsina per il Plautus festival. Il titolo in questo caso diventa “Il miles di Plauto” e vanta come interpreti principali gli attori Gianfelice Imparato, Andrea Tidona, Daniela Marazita. Con loro altri sei interpreti impegnati nella riduzione e adattamento di Giuseppe Pasculli, per la regia esperta di Armando Pugliese.

Imparato (1956) di Castellamare di Stabia, quarant’anni di palcoscenico fra teatro, cinema, tivù (da “Un medico in famiglia” a “I bastardi di Pizzofalcone”) è volto di tanto cinema italiano, da “Gomorra” a “Il divo”, “Fortapàsc”, alla “Bellezza del somaro”, fino a “Il caso Pantani”. In teatro, dove ha cominciato, ha avuto maestri importanti, fra tutti Eduardo De Filippo che lo diresse negli anni Ottanta.

A proposito di vena interpretativa, Imparato ha confidato di recente: «Nel fare cinema mi entusiasma la possibilità di sottrarre come attore. Anche nel teatro cerco di arrivare a questo».

“Il miles” è dunque un’occasione per sfoggiare maturità espressiva, rivestirla di comicità ma senza eccedere in ampollosità. C’è un soldato superbo che rapisce una meretrice amata da un giovane, per farne la sua concubina. Un servo astuto avverte il padrone del ratto della ragazza, tutto sembra risolversi e invece no, il gioco di equivoci e capovolgimenti continua nella penna del sarsinate Plauto.

Il regista Pugliese proietta l’azione in questo tempo, non più sulla piazza di Efeso, ma in un hinterland metropolitano desolato, accanto a una pompa di benzina e a un vecchio camion. Così al posto di servi, padroni e liberti della commedia plautina, si sostituiscono interazioni tra emarginati da “età delle lattine” e delle “buste di plastica”. Di conseguenza anche il linguaggio e il fare dei personaggi si modernizza; ciò che rimane uguale a prima, avvisa Pugliese, è «il meccanismo complessivo del testo plautino, tutto giocato sul carattere che più degli altri sembra sfuggire al cambiamento sostanziale del tempo».

Info: 0547 698102

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