Sarsina, i bambini organizzano mercatini per fare «atti gentili»

Hanno cominciato in 4 o 5 e poi pian piano il gruppo si è allargato. Il “mercatino del supporto”, coi suoi attivi e generosi bambini tra i sette e gli undici anni, ha accompagnato i mesi estivi di Piazza Plauto, dai primi di luglio a fine agosto. Con la “mercanzia” esposta sul “murello”, il muretto antistante la basilica di San Vicinio, i giovanissimi si sono dati da fare, con volantinaggio e sconti, per promuovere le vendite. E adesso hanno deciso di devolvere in beneficenza tutto il ricavato, di circa 300 euro.

È un’idea nata a scuola anche grazie all’esperienza di accoglienza dei bambini ucraini che scappando dalla guerra hanno trovato rifugio a Sarsina. «L’abbiamo fatto un po’ per aiutare – spiegano -, abbiamo anche incontrato bambini ucraini, alcuni sono rimasti, altri sono tornati via, abbiamo imparato che anche con poco si può fare qualcosa di utile». «È stato un modo per divertirci, smaltire vecchi giochi che non usavamo più e fare al tempo stesso atti gentili. Per noi – racconta una delle undicenni che hanno ideato e portato avanti l’iniziativa – è stato un impegno fatto di sveglie presto la mattina e anche qualche colazione saltata, ma siamo davvero orgogliosi del percorso che abbiamo fatto, non è da tutti. Dobbiamo dire grazie anche ai nostri genitori che ci hanno assecondati in questa esperienza: è stato impegnativo anche per loro. Ma con loro condividiamo l’idea che le nuove generazioni siano linfa vitale che va conservata. Abbiamo in mano il futuro del pianeta e dobbiamo darci da fare, ciascuno per il suo pezzettino, per lasciarlo migliore a chi nascerà dopo di noi».

Non si può dire che manchi loro l’iniziativa, visto che hanno coniato anche slogan e marchio per un’esperienza che sicuramente ripeteranno. “Se il sole brillerà la terra cambierà”, lo slogan tutto luce, calore e speranza. I loro piccoli giochi usati hanno prodotto qualcosa, e loro hanno incontrato gente, turisti e anche turisti stranieri, incassando anche euro che non avevano mai visto di altri paesi, temendo fossero soldi falsi.

Ora stanno ragionando sulla destinazione dei 300 euro, probabilmente suddivisi tra canile, gattile e un’associazione ricerca tumori, «così ci curiamo del benessere degli animali e delle persone», spiegano.

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