Le sardine imolesi sembrano nuotare più nei mari della vita reale che nei canali Facebook (il video e le foto). Se nell’arena virtuale sono 1500 appena quelli iscritti alla pagina fondata dall’imolese Maria Pia Martignani, in piazza ieri sera ce ne erano almeno un migliaio in più. Non sono bastate certo a riempire la piazza, ma c’è anche chi aveva pensato che sarebbero state meno «avevamo apparecchiato per meno sardine» ammette uno degli organizzatori scusandosi per il microfono che non funziona. Fra la gente variegata e addobbata di pesciolini fatti di luci, carta e pennarelli, stoffa, legni e cartone c’è come un po’ di timidezza. Ci sono volti che le piazze le hanno calcate, sindacalisti, ex amministratori, uomini e donne del centrosinistra e in particolare del Pd, anche una ex assessora dell’ultima giunta grillina, volti delle associazioni, ragazzi, studenti, i loro professori anche molti capelli bianchi.
I telefonini si accendono, l’ospite di riguardo Mattia Santori è richiesto anche per qualche foto. Lui non si nega, ma l’effetto fiera del selfie selvaggio della mattina precedente, quando su quel pavimento passeggiava Matteo Salvini, sembra evaporato. «Ovunque vado mi dicono, la nostra piazza è difficile, in tutte le città – esordisce Mattia Santori, la “sardina” ormai più nota del paese, dal palco sotto al municipio dove il microfono appunto lo abbandona subito e va di megafono e polmoni il più possibile, ma nemmeno senza esagerare –. Poi le persone arrivano, anche qui a Imola, e allora faccio il pistolotto che mi tocca fare: ma dove c… eravate fino adesso?». «Comunque – si affretta – non è mai troppo tardi, e siamo contenti che condividiamo tutti un’idea e che cioè si possa cambiare qualche politico senza per forza dover trovare un nemico. Voi che siete qui avete due possibilità o vi candidate e andate a fare i politici, o vi rimboccate le maniche per fare la politica ogni giorno, anche per arrivare a capire dov’è la politica seria. Perché forse è anche qui che abbiamo sbagliato: non abbiamo valutato i nostri politici e se non si hanno meriti non si hanno nemmeno demeriti. Ci sarà un politico decente, ce ne saranno due, sosteniamo quelli, i politici hanno bisogno di noi».
Pesci e pesciolini issati su stecche, berrette, fogli, parlano di libertà e inclusione, di “slegarsi” e di incontrarsi. Mattia Santori completa il discorso, è stato invitato per quello: «Ci siamo accorti che non siamo soli e non abbiamo solo leghisti, sovranisti e razzisti intorno, ma anche persone che hanno voglia di accogliere, di aiutare gli altri, il bello di questa regione è che valorizza le diversità in ogni città, l’importante è riconoscere alla diversità un valore. E con noi non c’è nemmeno più divisione fra Emilia e Romagna ma solo fra Salvini e sardine. Detto questo il 26 gennaio non astenetevi». Qualcuno ha portato gli strumenti e le note di “Bella ciao” sono le prime che partono, eppure sempre con un po’ di timidezza, quella che la piazza non sembra scrollarsi mai di dosso fino all’ultimo, e in un’ora tutto è finito. Maria Pia Martignani, impiegata, impegnata in passato nel Forum Marconi, è colei che ha dato il “la” alle sardine imolesi creando una pagina Facebook è soddisfatta, ieri sera in piazza ha letto gli articoli principali della costituzione italiana. Dice che pensava che sarebbe arrivata tanta gente. «Io mi sono mossa perché quando ho visto le foto della piazza di Bologna, e non ero là, ne ho sentito il bisogno. Adesso siamo nella rete e saremo al coordinamento nazionale a Roma il 15. Stasera molte persone si sono fatte avanti e si sono date disponibili. Andremo avanti».

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