Nel corso dell’anno Società Operaia di Mutuo Soccorso e Musei di Santarcangelo hanno proposto una riflessione sulla vita quotidiana nelle campagne mentre per il prossimo 1 novembre sarà la volta della scuola e del mondo degli studi in generale. Particolare attenzione sarà rivolta alle trasformazioni di questo fondamentale universo in rapporto al sentire e alla partecipazione dei cittadini con ricognizione a partire dal Ventennio fascista.
Negli anni Venti/Trenta del secolo scorso l’ Italia visse una trasformazione che interessò in particolare la scuola e la cultura. Quando, da una prima fase di rigore idealista ed elitario si traghettò ad una successiva di totale fascistizzazione.
E se la Riforma Gentile (1923) prevedeva una struttura selettiva, la centralità delle materie umanistiche, l’istituzione della religione e le esclusioni di genere, negli anni Trenta venne imposto il libro unico di Stato (1929) e fu richiesto giuramento di fedeltà al regime degli operatori (1931).
Inoltre con le Leggi razziali (1938) studenti e insegnanti di origine ebraica vennero espulsi dalle scuole pubbliche. Infine, cercando di fondere con la Carta Bottai (1939) scuola e mondo del lavoro manuale e corporativo venne istituita la scuola media unificata triennale. Oggi, per superare alienazioni, pragmatismi e contingenze, servono idee. Possibilmente nuove e concilianti. Come intesero quanti come Rino Molari, Giacomo Matteotti e altri che, superando la potenza del negativo, credettero in riflessioni capaci di dar luce e senso all’esistenza.
Nei campi e nelle officine così come in tutti gli ambienti di lavoro e studio. Rifiutando, per questo fondamentale valore, il pensiero di ogni apparato o ideologia totalizzante.
“Praticamente - puntualizza Gabriele Boselli, cultore della materia, che introdurrà la conferenza - una memoria autenticamente politica, non partitica e non interessata soltanto al successo a breve termine, ma con lo sguardo sul futuro”.
AL TERMINE VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA “Impressioni, Tracce, segni, messaggi”. Dove una sezione è dedicata a diari, documenti di guerra e quaderni di scuola.
Roberto Vannoni
IL PROGRAMMA
1 novembre 2026, ore 16, Celletta Zampeschi, via della Cella 9,
Seconda giornata del progetto “Vuoti di memoria. Voci per la storia di Santarcangelo nel Novecento”.
“Scuola e cultura nell’Italia del Ventennio”
Saluti di Massimo Bottini, presidente della Società Operaia di Mutuo Succorso e di Elena Rodriguez, dirigente Musei Santarcangelo;
16,15 Introduzione dott. Gabriele Boselli, cultore della materia;
16,25 Relazione ufficiale del prof. Massimo Pomi, ricercatore in Siena;
17,30 Conclusioni e visita alla mostra documentaria nel vicino MUSAS.