«Fare rete tra aziende agricole potenzierà il turismo». Parola del celebre chef Carlo Cracco e di sua moglie Rosa Fanti, originaria di Santarcangelo, borgo dove hanno aperto un’azienda agricola che da giugno diventerà anche agriturismo. Fondata nel 2019, la tenuta “Vistamare” si estende per 14 ettari sulle colline e si concentra su una produzione sostenibile e biologica. L’attività principale è la viticoltura, con l’obiettivo di valorizzare i vitigni autoctoni del luogo ma, oltre al vino, l’azienda produce numerosi altri prodotti, tra i quali spiccano olio extravergine d’oliva, frutta e verdura che esaltano i sapori dei piatti anche nei ristoranti dello chef vicentino. La proposta di un cambio di passo che permetterebbe a piccole e medie imprese di collaborare per aumentare la competitività, condividendo risorse, macchinari e conoscenze, era stata lanciata dal sindaco Filippo Sacchetti, proprio dalle colonne de Il Corriere Romagna, commentando un calo dei pernottamenti del 10,26% rilevato per il 2025 dall’Osservatorio turismo della Regione, leggendoli in chiave positiva, in quanto contrario al turismo di massa per un borgo storico artistico. «Per potenziare il turismo – sostiene il primo cittadino - servono ragionamenti d’insieme e investimenti infrastrutturali per creare l’attrattiva e le condizioni per far pernottare più giorni i turisti anche lontano dalle strutture della costa con sinergie qualificate. Bisogna andare oltre al concetto di escursionismo puro e semplice, che va comunque rilanciato, e intanto esplorare nuove rotte, che a Santarcangelo stiamo individuando nell’ampliamento della ricettività al di fuori del centro storico, nelle aree agricole, con nuovi modelli, come glamping, agricampeggi e una rete di agriturismi». Una soluzione, quella ventilata, già in voga in molte zone della Penisola, per promuovere il territorio in modo sinergico, organizzando esperienze comuni, quali ad esempio tour enogastronomici.
«A nostro parere - affermano Carlo Cracco e la moglie, Rosa Fanti - gli agriturismi sono oggi il modo migliore, per svelare un territorio, nella sua dimensione più completa e autentica. Da una parte assicurano, infatti, la possibilità di vivere per qualche giorno in mezzo alla natura, prendendosi una pausa dai ritmi frenetici della città, dall’altra permettono di conoscere nuovi luoghi». E in questo senso, prosegue la coppia, «è importante per gli operatori agrituristici fare rete e valorizzare le eccellenze di quel territorio». Nel loro caso il pensiero corre, in particolare, «ai produttori di formaggio di fossa, agli artigiani, ma anche alle trattorie o alle botteghe storiche che fanno parte del tessuto più autentico della Romagna e che è importante porre sotto i riflettori, il più possibile. Molti conoscono la nostra Riviera e il divertimento che offre, - rimarcano - ma esiste un entroterra meraviglioso che le nostre aziende agricole e gli agriturismi possono contribuire a far scoprire».