Santarcangelo, la nuova vita di Marco Fiori, da consigliere comunale ad attore nella tv inglese: “Amo stare sul set”

Dalla politica al ciak sul piccolo e grande schermo. È decollata con successo oltreconfine la carriera artistica di Marco Fiori, a lungo in prima fila anche nella vita politica di Santarcangelo. Che vesta i panni di un generale nello sbarco in Normandia o quelli di uno squalo da tribunale, convince sia sul piccolo che sul grande schermo anche oltremanica Marco Fiori, già consigliere e capogruppo della Lega a Santarcangelo e ora impegnato in “Rivoltàti.

Fiori, quand’è cominciata la sua passione per la recitazione?

«Ognuno nasce con le proprie attitudini e io non faccio eccezione: sin da bambino mi comportavo “cme un patachin”. Amavo esibirmi nelle recite scolastiche per essere ogni volta un personaggio diverso, magari imitando chi vedevo in tv. Persino alla cena di Natale cercavo i riflettori davanti alla famiglia riunita. Gran parte del tempo libero lo trascorrevo nelle sale cinematografiche e il sogno nel cassetto era quello di fare l’attore. Dopo il diploma, nel 1990 mi sono imbattuto in un’inserzione della sede Rai di Arezzo che offriva gratuitamente tirocini per apprendisti registi o attori. Fresco di maggiore età, ho trascorso due settimane in Toscana. Ma poi è iniziata la salita. Come fa un ragazzotto della provincia, originario di un paese piccolo, come all’epoca era Santarcangelo, a essere preso in considerazione? Anche Renato Pozzetto all’inizio si dimostrò titubante e tornò al suo lavoro di banca lasciando Roma. Proprio ad un suo film, “Burro” ho poi preso parte nel 1989 come comparsa. Nel 2015 sono sbarcato anche su Mediaset a “Avanti un altro” di Paolo Bonolis. Non mi sento certo Gary Oldman, ma un caratterista appassionato che ama star sul set anche dieci ore di fila».

Altri camei?

«Una comparsata nel film di Ligabue “Da zero a cento” girato a Rimini e il ruolo da ballerino di Tango nella pubblicità del Lotto ambientata in un residence di San Martino dei Mulini. Ai primi passi nel mondo dello spettacolo sono seguiti contatti con le agenzie di casting, Nel frattempo ho lavorato in banca e poi diretto un albergo. A quel punto sembrava tutto finito lì, perché la vita presenta a tutti il conto e invece da qualche tempo ho rispolverato questo hobby. Certo è che non si può vivere solo di passione: in Italia una comparsa viene pagata sugli 80 euro al giorno mentre figurazioni speciali salgono al massimo a 150. D’altronde non posso che ambire a piccoli ruoli non avendo un manager mentre in Gran Bretagna i compensi per un giorno di lavoro sono ben più alti e a quanto pare la mia faccia piace e funziona, per dirla come gli addetti ai lavori. Londra ricorda Cinecittà degli anni d’oro quando le comparse stazionavano fuori dai cancelli certe di farcela».

Come si è messo in luce in Gran Bretagna?

«Nel 2024 ho affrontato un’importante operazione ortopedica a cui è seguita una lunga convalescenza. Così ho iniziato a mandare curricula e foto. Un amico di Lugo mi ha mandato notizia del casting per Giovanni Pascoli, dove la mia espressione è però risultata “troppo accigliata”, mentre sono risultato idoneo per interpretare Gino Cervi nel film diretto da Andrea Porporati “Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano” che rende omaggio allo scrittore che creò i personaggi di Peppone e don Camillo. In contemporanea un’amica inglese mi informò che la Bbc era alla ricerca di figure tipicamente italiane».

Quali abiti ha vestito tra film e serie tv?

«In una docuserie sul D-day ho interpretato un generale tedesco mentre in altre produzioni sono stato politico e avvocato. Mi sono calato anche nei panni di un operaio del gas e di un autista. Infine sono stato scelto per alcune pubblicità come quella del pane. La costante è che vengo doppiato».

Un episodio divertente?

«Ero truccato di tutto punto da Gino Cervi quand’è scoppiato un diluvio, quindi mi hanno chiuso con altri in un palazzo finché non è tornato il sole. Altro dettaglio buffo è che al catering inglese, tra montagne di tramezzini e trionfi di cupcake, mangiano solo le comparse perché gli attori sono a dieta perenne».

Un personaggio famoso incrociato?

«L’irlandese Ciaran Hinds, candidato come attore non protagonista all’Oscar nel 2022 per “Belfast”. Ha recitato in “Roma”, “Lara Croft-Tomb Raider La culla della vita” e “Harry Potter e i doni della morte”)».

Chi si arrabbia di più sul set?

«L’aiuto regista, l’assistente e il responsabile del casting»

Ultimo progetto?

«Ho mandato provini per una serie tv inglese ambientata negli anni Settanta, un giallo. Attendo il responso fermo restando che non è semplice lasciare gli affetti, in primis mia madre, e che ai figli d’arte e a quanti vivono nelle metropoli sono riservate maggiori opportunità».

Caratteristiche indispensabili?

«Puntualità, serietà ma soprattutto – come si legge nei contratti – niente alcolici sul set. L’imperativo è migliorarsi: continuo a frequentare corsi di recitazione anche all’estero».

Come la mettiamo con la politica?

«Resta il mio grande amore e, dopo l’uscita dalla Lega (nel marzo 2024 per sostenere la candidatura a sindaco del civico Barnaba Borghini, ndr), milito in “Rivoltàti” con Matteo Montevecchi. Ma la politica attuale non è più seria, il che non mi sorprende visti i soggetti in prima linea».

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