Santarcangelo, il Comune salva Mutonia: “È un pezzo della nostra storia”

Santarcangelo
  • 20 maggio 2026

Mutonia è a Santarcangelo “perché qui c’è il Festival internazionale del teatro. È stata una scelta. I Mutoid hanno conosciuto Santarcangelo per una ragione culturale”. E “queste scelte che sembrano momentanee, poi diventano storia. E la storia non si cambia”. Con questa “dichiarazione d’intenti” il sindaco Filippo Sacchetti, porta a casa, ieri sera in Consiglio comunale, il via libera a maggioranza alla dichiarazione della sussistenza di prevalenti interessi pubblici per il mantenimento del parco artistico Mutonia. Con il parere contrario di Alleanza civica e del consigliere Luigi Berlati, e l’astensione di Fratelli d’Italia. Insomma Mutonia, come Metlekova a Lubjana, Cristiania a Copenaghen, la Waste galleria di Berlino, “non sono trasferibili”. Come ricostruisce nel suo intervento il primo cittadino, la Mutoid Waste company è arrivata a Santarcangelo nel 1990 e “quello che è successo in questi 35 anni ormai è storia comune”. Sacchetti ai tempi aveva solo due anni e fu decisamente colpito dal vedere i Mutoid “sfilare per strada con un imponente camion arricchito di una scultura grande, metallica e luccicante. Un teschio”. Le occasioni di incontro si sono poi susseguite, prima alla cava dismessa dove i Mutoid si sono insediati, tra “mostri e giganti” di ferro, nelle discoteche tra loro opere e perfomance, sotto il Municipio quando hanno dato fuoco a un enorme skyline di Santarcangelo in ferro “come a dire, questo è il nostro modo per sentirci a casa”. E poi indossando la casacca da amministratore. La loro storia, insiste Sacchetti, “riguarda tutti noi, riguarda un pezzo di comunità che è ormai parte del tutto. E di cui non ci possiamo più privare”.

Perché è “un racconto straordinario”: non è solo la capacità di singoli artisti di essere una comunità o la “banalizzata associazione dei ‘fricchettoni’ scultori che vivono nelle roulotte”. C’è “un tratto culturale prezioso, la ‘Mutopia’ della materia. L’utopia mutante che ci dice che qualcosa che c’è si può riutilizzare, che lo scarto non esiste”. Dunque “contro il consumo spregiudicato, riciclare per riusare, raccolte differenziate, energia pulita”, tutto quanto “stiamo cercando di impostare nelle nostre politiche”. La “Mutopia”, l’influenza culturale di Mutonia, “non si limita a Santarcangelo, si è estesa in tutta Italia ed Europa”. Dalle collaborazioni con la meccanica di eccellenza mondiale come Ducati e Jeep, all’alta moda o alla presenza a eventi mondiali come le Paraolimpiadi di Londra del 2012. “Mutonia è patrimonio del Paese- prosegue Sacchetti- un’esperienza unica di livello europeo” e dunque “un valore che dobbiamo saper custodire”. E se è legittimo, rimarca, che “a un santarcangiolese non importi niente di questa storia”, non lo è per gli amministratori. “Noi abbiamo il dovere di dire da che parte stiamo”. Come hanno fatto il commissario e sub commissario della Prefettura che nel 2014 hanno amministrato la città, Di Nuzzo e Scognamiglio, approvando il Poc tematico Mutonia poi invalidato a gennaio 2025 dal Consiglio di Stato. Certo, le sentenze “si rispettano- osserva il sindaco- ma si possono non condividere”, facendo anche qualcosa, come fatto riavviando l’ordinanza di demolizione del 2013 e convocando la Conferenza dei servizi sull’interesse pubblico per la conservazione delle opere. “C’è stato un lavoro di squadra durato più di un anno, che ci consegna un atto amministrativo di importanza storica”, perché “il consiglio comunale non sta pensando a oggi, ma agli anni che verranno”.

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