Santarcangelo, trent’anni di “Libra” alla biblioteca Baldini

Margherita Hack, Dacia Maraini, Carla Fracci, Micha van Hoecke, Cristina Mazzavillani Muti. Sono solo alcune delle importanti personalità del mondo dell’arte, della scienza, della musica che sono state protagoniste fino ad ora di Libra, appuntamento culturale annuale organizzato dall’Associazione Giulio Turci, a cura di Miresa Turci.

In occasione dei trent’anni di vita di questo che è il fiore all’occhiello delle attività dell’associazione, impegnata nella divulgazione del patrimonio culturale e artistico, questo pomeriggio alla Biblioteca Baldini, ore 17, si terrà la presentazione della collana Liber-Libris-Libra. Un viaggio letterario per ripercorrere e ritrovare pensieri, racconti e riflessioni dei numerosi relatori che hanno accompagnato la cittadinanza verso scoperte e approfondimenti in molteplici campi del sapere. Poesia, danza, pittura, design, storia, antropologia, teatro, moda, fotografia. Umanità, letteratura, i volti anche nascosti di esistenze, di scrittori, artisti, ricercatori. I segreti celati dietro parole, versi, dipinti. La bellezza nelle sue poliedriche forme, nei suoi variegati linguaggi e sfumature.

In dialogo questo pomeriggio con l’autrice della collana Miresa Turci tre ospiti di eccellenza «o meglio tre amici di Libra»: lo scienziato Edmondo Turci, la scrittrice Roberta Bonazza e Donata Mancini, in passato responsabile della Biblioteca Baldini. «Tutto è partito nel 1993 – ricorda Miresa Turci – quando io, Donata Mancini e l’allora assessore alla Cultura di Santarcangelo Giorgio Boccaccini abbiamo pensato a una iniziativa culturale dedicata alle donne. Le tre relatrici erano Maria Teresa Giuffrè, Rosita Copioli e Ida Farè. Lo spazio scelto la Celletta Zampeschi».

Una prima edizione ricca di soddisfazione e una porta aperta verso altre voci, altri ospiti e tematiche da proporre alla cittadinanza. «Dopo le prime edizioni è stato impossibile fermarmi ed è continuata questa lunga avventura».

Più di novanta i relatori in trent’anni. «Appuntamenti poco accademici, intimi, come tra amici. Un confronto, una condivisione di vedute e pensieri senza tappeti rossi. Anni trascorsi non pensando che sarebbero stati così tanti e vissuti anno dopo anno, curiosità dopo curiosità». Emily Dickinson e Maria Teresa Giuffrè le muse ispiratrici. «Due donne che hanno fatto della parola e dell’esistenza opere d’arte». Ingresso libero.

Per prenotarsi: 0541 356299

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