Santarcangelo, morto Werter Paesini, eroico “detective dei dispersi” della Seconda Guerra Mondiale

Nella notte tra mercoledì e giovedì, alle soglie dei 99 anni. è deceduto il Cavaliere della Repubblica Werter Paesini, personaggio notissimo a Santarcangelo e non solo per la nobile missione a cui ha consacrato la sua vita. L’hanno chiamato il ‘detective dei dispersi’. I dispersi in guerra, l’ultima, quella del 1940/1945, dove non pochi nostri giovani in divisa sono rimasti ‘ostaggio’ d’una qualche loro avversa contingenza bellica ‘scomparendo’ senza lasciare traccia o quasi. Il merito d’avere recuperato diverse salme e di averle ricondotte in Patria va alle due locali associazioni santarcangolesi: ‘Combattenti e reduci’ e ‘Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra’, che hanno usufruito per decenni dell’impegno assiduo e disinteressato del suo storico presidente Paesini. Tra le sue numerose ‘imprese’, perché di vere e proprie ‘imprese’ s’è ogni volta trattato, Werther Paesini annovera il riuscito ‘rimpatrio’ di tre caduti: Ottavio Zanni, il 22 febbraio 1982; Antonio Arcangeli, il 20 gennaio 2000 e Adamo Poggi, il 22 marzo 2003.

L’omaggio di Santarcangelo

Il una nota, il Conune di Santarcangelo ha reso maggio a Paesini. “Si è spento questa notte Werter Paesini, cerimoniere ufficiale del Comune e decano delle associazioni combattentistiche di Santarcangelo. La sindaca Alice Parma e l’Amministrazione comunale esprimono profondo cordoglio per la perdita di una persona che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento sociale e civile per tutta la comunità santarcangiolese. Prima dei funerali, che si svolgeranno sabato 11 settembre alle ore 10 presso la chiesa Collegiata, sarà possibile rendere un ultimo saluto a Werter Paesini nella camera ardente allestita presso la sala del Consiglio comunale venerdì 10 settembre dalle ore 15 alle ore 20 nel rispetto delle misure per il contrasto alla diffusione del Covid-19.

Werter Paesini con il sindaco Alice Parma

Nato il 3 ottobre 1922 a Santarcangelo, fu chiamato alle armi nel gennaio 1942 e destinato in Albania. Dopo l’8 settembre 1943, insieme a numerosi commilitoni, si unì ai partigiani albanesi, combattendo nelle fila della Resistenza locale fino al settembre 1944, per poi unirsi alla brigata italiana “Antonio Gramsci”. In seguito prestò servizio presso il circolo “Giuseppe Garibaldi” di Tirana, base operativa per il salvataggio e il rimpatrio dei soldati italiani dispersi in territorio albanese, che in meno di un anno riuscì a far tornare in Italia circa 13.000 connazionali. Tornato a Santarcangelo nel luglio del 1945, Paesini non ha mai abbandonato la vocazione incontrata al circolo “Garibaldi”, proseguendo il suo impegno nell’Associazione Combattenti e Reduci della Seconda Guerra mondiale e nell’Associazione Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra, delle quali ha presieduto fino alla fine le sezioni santarcangiolesi.Insignito dei titoli di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 2004 e del titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella nel 2017, a Paesini l’Amministrazione comunale aveva conferito nel 2012 una Benemerenza “per l’impegno civile profuso quotidianamente divulgando i valori della pace, della fratellanza e della memoria”.

Attivo partecipante ai lavori del Comitato cittadino antifascista di Santarcangelo, in collaborazione con l’Amministrazione comunale Paesini aveva promosso la realizzazione della “Stele degli addii” presso il Cimitero centrale della città nel 2005, nonché del “Viale delle Rimembranze” nel vialetto di accesso allo stesso Cimitero, inaugurato nel 2011 con i cippi commemorativi dedicati ai santarcangiolesi caduti nelle due guerre mondiali. Cerimoniere ufficiale del Comune per le cerimonie istituzionali, era solito guidare i cortei del 25 Aprile e del IV Novembre per poi presentare gli interventi dal palco.Così Werter Paesini sintetizzava il proprio impegno: “Grazie ai miei amici e alla mia famiglia sono riuscito a reintegrarmi nella vita di tutti i giorni, ma sentivo che dovevo fare qualcosa di più. Per questo sono entrato nelle associazioni per i reduci e i dispersi e ho dato il mio contributo, soprattutto perché molti miei amici erano morti e mi sentivo in dovere verso di loro e delle loro famiglie. Mi occupai di molti incarichi, soprattutto dell’aiuto alle vedove e agli orfani di guerra per tutte e due le guerre mondiali. Aiutare queste persone è per me molto importante e il mio scopo è mantenere vivo nelle persone il ricordo dei soldati caduti in guerra”.

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