Santarcangelo. “Io chef non vedente ho cucinato anche per il Papa”

Un paio di mesi fa cucinava privatamente per Papa Francesco nell’Aula Clementina, oggi lo farà per i… discendenti di Papa Ganganelli. In strada a Santarcangelo, facendo vivere ai presenti l’emozione di una cena sensoriale molto particolare che dimostra come nella vita anche le cose più brutte possono trasformarsi in opportunità. Lui, Antonio Ciotola, nel Capodanno 2005 nel suo ristorante ha perso infatti la vista per lo scoppio di alcuni fuochi pirotecnici, ma sei mesi dopo era di nuovo ai fornelli per regalare piatti ricchi di colori, emozioni e messaggi di speranza. Oggi a partire dalle 19, lo farà in viale Marini, alla Piadineria “La Crescia” degli amici Mirko Tomassetti e Monia Manduchi, che hanno voluto arricchire il menu di un bellissimo ingrediente in più: la solidarietà.

Obiettivo 200

«Lo chef è presidente onorario dell’associazione Insieme a voi del Dipartimento solidarietà ed emergenze dell’Associazione italiana cuochi e il ricavato della serata andrà interamente all’Ente, che si precipita in terremoti o nubifragi per cucinare per le persone in grandissima difficoltà» rivelano i titolari, spiegando: «Antonio è nostro amico da sempre, da prima che perdesse la vista, e si dimostra sempre molto disponibile. E’ grazie a lui che abbiamo pensato a questa cena sensoriale che il Comune di Santarcangelo ha patrocinato e cui collabora fornendoci tavoli e sedie con cui speriamo di accogliere 200 persone. Con questa iniziativa vogliamo dimostrare a tutti che la disabilità non è un ostacolo e che si possono fare ugualmente tantissime belle cose nella vita e il programma prevede una dimostrazione dello chef, che mostrerà come tratta le materie prime senza poter vederle, e un’esperienza “al buio” per una cinquantina di persone, che mangeranno con gli altri sensi. Sarà qui dalla mattina a fare le preparazioni e ha studiato un menu a sorpresa che proponiamo a 20 euro a persona compresi una bottiglia d’acqua e un calice di vino. Per prenotare potete contattarci allo 0541-8610962 o al 339-8610962».

Da un pontefice all’altro

«Una bottiglia stappata, il rintocco della mezzanotte, luci nel cielo, un boato e poi… il buio. Così è iniziato tutto, un fuoco nel cielo che ha spento la mia vista, ma ha acceso molto altro nella mia Vita». Così Antonio Ciotola descrive nel libro Il buio in padella ciò che accadde nel San Silvestro di 17 anni fa. Un incidente cui ha reagito immediatamente, tornando subito in cucina, aprendo un ristorante tutto suo in provincia di Ancona grazie al quale nel 2014 è stato inserito nella World’s 50 Best (il più famoso contest internazionale che ogni anno a Londra raduna i 50 migliori cuochi del mondo) e diventando padre ben tre volte. «Quella di Mirco e Monia è un’iniziativa molto bella e costruttiva cui aderisco con grande entusiasmo. Ogni settimana ne facciamo un po’ in tutta Italia con gli amici del Dipartimento solidarietà ed emergenze dell’Associazione italiana cuochi di cui sono presidente onorario: siamo stati ad Amatrice, l’Aquila, al terremoto in Emilia Romagna e cuciniamo sempre con tanto amore per regalare un sorriso. Il 23 maggio abbiamo avuto l’onore di farlo privatamente per Papa Francesco ed è stato molto emozionante. Ci ha ospitato nell’Aula Clementina ed è stata una giornata speciale: ha un carisma che ti fa dimenticare tutto ed è un po’ quello che cerchiamo di fare noi con un buon piatto, far volare la mente oltre le disgrazie. Il lato positivo della brutta esperienza che ho vissuto è che da allora metto ancor più impegno e passione in ricette che vogliono essere un’esplosione di colori e sapori per i clienti» spiega, rivelando il sogno «di poter rivedere un giorno per 10 minuti i miei tre figli e la tomba di mio padre» e chiosando: «Farò uno show cooking durante il quale aggiungerò un ingrediente speciale che inviterò a indovinare e faremo cenare 50 clienti bendati con tutti i sensi: l’olfatto, il tatto con cestini di frutta e verdure similari e infine il gusto. Nel menu ho aggiunto ingredienti a quelli della Crescia e spero che si presenteranno in tanti a fare del bene visto lo spirito della serata».

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