Santarcangelo, inaugurato il nuovo Despar: 250 metri quadri e sei dipendenti, tutti della zona

SANTARCANGELO. La frazione di San Martino dei Mulini torna ad avere un supermercato dopo quasi due anni e mezzo. Uno dei due soci, Simone Rossi, riannoda i fili di una tradizione di famiglia lunga mezzo secolo e si appresta a tagliare il 30° anno fra cassa e bancone. Sono tante le storie dietro il taglio del nastro del nuovo Despar inaugurato ieri mattina all’angolo fra via Tomba e via Trasversale Marecchia. Quella appunto di una dei due titolari, ma anche quella dell’opportunità lavorativa data insieme al compagno d’avventura Filippo Spada ad altre famiglie della zona. «Era da novembre 2017 che a San Martino, dove vivo insieme a mia moglie, mancava un supermercato e quando ho visto il progetto di questa nuova edificazione ho chiamato la ditta chiedendo la possibilità di ricavarci un’attività. E’ una zona scoperta che aveva bisogno e sono ritornato in gioco insieme a Filippo: ci siamo rivolti a Despar, un marchio all’avanguardia che sta prendendo piede in Emilia Romagna, ed eccoci qua. Con sei dipendenti del posto che iniziano questa avventura insieme a noi: due proprio della frazione, uno di Savignano, due di Villa Verucchio e mio babbo in macelleria», rivela Simone, che dopo una vita nella bottega di famiglia nella natia Verucchio si trova a “governare” insieme a Spada un’attività di 250 metri quadri.

Una vita dietro il bancone

Ma non si spaventerà di certo, vista la lunga formazione sul campo: il 31 dicembre 2018 il padre Domenico appese infatti il grembiule al chiodo dopo 48 anni (17 in macelleria e 31 nel minimarket in zona ex ospedale) e lui gli è stato al fianco per 29: «Ho iniziato nel 1989, subito dopo la terza media ad appena 13 anni, e sono sempre stato in negozio con mio babbo e mia mamma Fulvia. Alimentari, frutta e verdura e macelleria, abbiamo portato avanti tutto da soli per quasi 30 anni. Il trentesimo lo farò qui nel nuovo Despar». San Martino è in buone mani e la folla di ieri fra gli scaffali è di certo un bel biglietto da visita oltre che la fotografia del vuoto che si viene a colmare nella frazione.

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