Santarcangelo, giornata di studi su Antonio Baldini

«Non capisco perché non si legga più Baldini, così come tanti altri ottimi autori che fra l’altro usano una lingua bellissima, elegante e raffinata. A monte c’è un problema grosso perché sia la formazione che i media li ignorano». Così Corrado Donati, già professore di Letteratura italiana contemporanea a Trento e dal 1998 fondatore della casa editrice La Metauro, esordisce parlando di Antonio Baldini, giornalista, critico, scrittore, saggista, che tra i tanti incarichi fu presidente della Quadriennale nazionale d’arte di Roma, nato a Roma nel 1889 dove morì nel 1962, a cui oggi dalle 15.15, a Santarcangelo, sarà dedicata una giornata di studi. Titolo La storia si conquista facendone un po’ e si svolgerà (sarà anche in diretta streaming) nella biblioteca che porta il suo nome e in cui è ospitato l’omonimo Fondo. E, alle 21, al Supercinema Roberto Mercadini porterà in scena Michelaccio, il racconto più noto dell’intellettuale di origine santarcangiolese. Donati dal 2006, da quando è stato istituito, è membro del comitato scientifico nato per valorizzare il Fondo Baldini ed è l’editore che ha curato la ristampa di suoi libri e la pubblicazione di materiali inediti.

Da cosa emerge questo suo impegno e quando è nato l’interesse per Baldini?

«È scaturito dalla mia doppia veste di professore ed editore. Durante la mia attività universitaria mi sono occupato di lui in più occasioni, la prima quando pubblicai un testo sul rapporto degli scrittori con la grande guerra e lessi il suo magnifico Nostro Purgatorio. Fatti personali del tempo della guerra italiana 1915-1917. Da lì il mio grande interesse e la lettura delle sue opere».

Perché andrebbe letto?

«Perché è uno scrittore amabile. Leggere Baldini ancora oggi è una sorta di terapia per lo spirito. Per l’ironia e l’umorismo garbato e delicato. Legge la realtà attraverso la sua ottica di grande intelligenza e ha un’eleganza di scrittura che oggi non esiste più».

Il convegno fa il punto dell’attività di studio condotta a Santarcangelo da 15 anni?

«Sì, e tra i vari interventi presenta, a cura di Serena Piozzi, il volume della Collana Baldini in cui viene stampato per la prima volta un interessante carteggio a sfondo letterario Cronaca e storia di un’amicizia. Carteggio tra Antonio Baldini e Pietro Pancrazi. Giuseppe Piccoli parlerà dell’impegno radiofonico del nostro autore. Ricerca raccolta nel nuovo volume La lancetta delle ore. Il Melafumo radiofonico».

Altri argomenti del convegno sono le riviste letterarie che fondò e a cui collaborò.

«Fu per lui un’attività molto importante a cui si dedicò nell’arco dell’intera vita. Nel 1919 partecipò con Emilio Cecchi, Vincenzo Cardarelli e Riccardo Bacchelli, alla fondazione della rivista La ronda in cui in maniera più esplicita si avverte la sua impronta. Nel 1931 ebbe l’incarico di redattore in Nuova antologia, a cui diede tanto di sé facendo un prezioso sforzo per portare uno spirito nuovo, invitando a collaborarvi, con gli scrittori di fama i giovani di più sicura promessa, senza pregiudizi e consentendo una libertà di espressione e di giudizio, inconsueta per i tempi. Albertina Vittoria relazionerà su Baldini e la Nuova antologia».

Lei che conosce l’intera opera di Baldini, quale volume segnala?

«Uno dei libri che reputo più interessante e divertente è Diagonale 1930 Parigi-Ankara. Note di viaggio in cui racconta l’esperienza di inviato del Corriere della sera ad Ankara dove era stata trasferita la capitale della Turchia. Con la sua arguzia seppe cogliere il clima e le enormi contraddizioni del momento narrandole con ironia».

La famiglia del padre è originaria di Santarcangelo dove lui sovente tornava. Si coglie la romagnolità nelle sue opere?

«In lui c’è il gusto di divertire e divertirsi, c’è una forma di bonarietà, mai cattiva, severa e questo potrebbe essere uno dei tratti della romagnolità».

Il Fondo Baldininell’omonimabiblioteca

Nella biblioteca santarcangiolese che porta il nome di Antonio Baldini (un’altra biblioteca pubblica a lui intitolata è a Roma), è custodito l’omonimo fondo grazie alle cospicue donazioni della famiglia a Santarcangelo, dove la stessa aveva avuto origine. La prima risale al 1972 a opera della figlia Barbara. Il prezioso Fondo, di cui fanno parte anche effetti e oggetti personali tra cui premi, onorificenze, lasciapassare e documenti personali, è un insieme composito per la forte eterogeneità di materiali: libri, manoscritti, ritagli di giornali, bozze di stampa, disegni, fotografie, lettere, appunti, stampe, carte geografiche. La biblioteca conta oltre 10mila volumi di cui un centinaio sono le opere di Baldini e, a testimonianza della sua radicata presenza nella cultura del ’900, si segnala la presenza di un migliaio di volumi che recano dediche autografe di scrittori e poeti. Anche la sezione manoscritti raccoglie documenti non solo di Baldini, ma di altri importanti scrittori tra cui Sibilla Aleramo e molti altri. Tutti i libri sono nel catalogo online. A disposizione del pubblico c’è anche un elenco inventariale del Fondo. R.G.

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