Santarcangelo festival, anche il presente è fantastico

Affluenza straordinaria, spettacoli al completo, incontri molto partecipati, tanti gli operatori e i critici presenti tra cui direttori artistici vecchi e quello futuro Tomasz Kirenczuk, che dirigerà la prossima edizione. Insomma un avvio col botto per il Santarcangelo festival 2021, oggi alla seconda settimana di programmazione, a firma dei Motus che l’anno denominato Futuro fantastico.

E se il futuro delle arti sceniche si misurasse dal successo di questo longevo e seguitissimo festival, si potrebbe scommettere che sarà anch’esso fantastico.

L’esperienza santarcangiolese racconta che da qui è passata e passa la storia delle arti performative ed è ben augurale come evidenziano gli artisti che da sempre fanno di tutto per passare da qui con le loro proposte, spesso create ad hoc o presentate in prima assoluta.

Superba Ermanna Montanari

Ma non si può presentare il cartellone di oggi senza accennare a ciò che si è visto. Prima di tutto “Madre” di Marco Martinelli, dove Ermanna Montanari ha superbamente dato prova di essere irraggiungibile con la sua voce, capace di emozionare anche solo modulando suoni e senza pronunciare parole come accade nei primi 5 minuti. Il suo doppio monologo, prima interpretando il figlio e poi la madre, rende intensa e feroce la confessione a due voci, in cui l’utilizzo di italiano e dialetto rompe schemi e linearità catapultando l’opera in una universalità in cui il linguaggio si fa musica e diventa tramite per l’introspezione. Ma c’è di più in quella storia tra due generazioni, c’è il conflitto tra ieri e oggi, tra due mondi che non si capiscono più, e nel dramma familiare c’è lo svelamento dell’inquietudine di un presente minacciato da un futuro perturbante e indecifrabile. Ancora una straordinaria prova attorale di Montanari su un testo di grande forza poetica come è nelle corde del pluripremiato drammaturgo Martinelli, e sul palco le note del contrabbasso di Daniele Roccato e i disegni live di Stefano Ricci.

Ajmone, voglia di poesia

Da ricordare anche l’originale “Klub Taiga dear darkness”, dall’impianto scenografico e illuminotecnico straordinariamente ricco, con accattivanti e significativi effetti scenici e valide prove performative su cui spiccano i movimenti della già nota coreografa e danzatrice Annamaria Ajmone. Linguaggi e pratiche differenti si mescolano in questo lavoro figlio di poetiche giovani strabordanti di voglia di poesia, grida di denuncia, edonismi ricercati e insieme rifiutati.

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