SANTARCANGELO. Benché ridimensionato nella durata e nel numero di spettatori, oltre che condizionato nella programmazione, tra lockdown e norme anti covid, Santarcangelo festival (15-19 luglio) ha fatto registrare più di 5mila presenze in 5 giorni, e ribadito il successo e la pervicacia della sua dimensione comunitaria.
I ringraziamenti
Per raccontare questa edizione ostinata, mai così desiderata e necessaria, per il pubblico, gli artisti, gli operatori del settore, Daniela Nicolò e Enrico Casagrande, alla direzione artistica del cinquantennale fino a luglio 2021, hanno voluto ringraziare chi ha reso possibile che questo fantastico riavvicinamento di corpi, cuori e menti accadesse, in sicurezza e in bellezza: «A pochi giorni dall’apertura eravamo stanchi ma stranamente rilassati – dicono –, con l’intima certezza che comunque tutto sarebbe andato per il meglio, forse perché nel lavoro comune e d’urgenza di costruzione del programma tutta l’equipe ha collaborato con una passione e una dedizione a dir poco commoventi».
Una magnifica confluenza
«La natura ibrida del festival, nei soli 5 giorni di programmazione, ha poi ancor più amplificato il potenziale fantastico della contaminazione fra le forme artistiche e fra i corpi. C’è stata una magnifica confluenza di comunità di spettatrici e spettatori (e addetti ai lavori) da tutta Italia, e sorprendentemente in parte anche dall’estero, che si sono fluidamente mescolate alla popolazione locale, creando una flora variopinta di presenze. Ed è proprio al pubblico che ci ha raggiunto con entusiasmo e spirito di collaborazione che va il ringraziamento più grande e caloroso!».

Dunque dopo quasi 4 mesi di stop per lo spettacolo dal vivo, Santarcangelo ha raccolto una comunità entusiasta, vivace, vitale, che non ha rinunciato al futuro, anzi. «Un grande ringraziamento va anche alle quasi cinquanta volontarie e volontari del territorio che hanno contribuito alla logistica, oltre che alle istituzioni e agli sponsor».
Il futuro prossimo
Ora all’orizzonte si staglia il secondo atto di questo cinquantennale: Winter is coming porterà al teatro Il Lavatoio e in alcune altre sale del territorio – dal 3 al 6 dicembre – la seconda tappa di Santarcangelo festival 2050, con alcune opere prime o “nuovi cominciamenti” di giovani artiste e artisti che in questi mesi riprenderanno le prove interrotte dei loro spettacoli, anche in residenza creativa a Santarcangelo, o al teatro Dimora dell’Arboreto di Mondaino e al teatro Petrella di Longiano, spazi che da anni agiscono in sinergia con il festival.
Come sottolineano i Motus, «abbiamo cercato con sforzi sostanziosi di rendere questa celebrazione il più inclusiva possibile, facendo emergere la grande specificità che il teatro come arte ha tatuata sul cuore, ovvero la coralità. Ciò che si è manifestato in modo accecante in questi cinque giorni, è quanto le persone avessero desiderio di reincontrarsi e di farlo guardando un’opera o un film nella pubblica piazza. Evviva! Il teatro è vivo. C’è molto lavoro da fare sia sul piano sociale che politico, ma un sasso nel lago lo abbiamo lanciato e ora ci lasciamo incantare dalla propagazione delle onde concentriche che ha prodotto e che ci auguriamo non smettano mai di allargarsi».

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