Santarcangelo e la cisterna del metano: “Ecomostro sotto casa”

«La cisterna del metano? Ci ritroviamo Cape Canaveral sotto casa». Il progetto di ampliamento del distributore era stato inserito nel Piano operativo comunale, approvato nel consiglio comunale nell’agosto del 2017.

Di seguito è stato avviato l’iter procedurale definito per gli strumenti urbanistici: dalla definizione delle linee guida all’adozione del piano in aula, passando per il periodo destinato alle osservazioni di enti e cittadini, con controdeduzioni e approvazione definitiva.

«Non basta lo zuccherino»

Ora arrivano le lamentele di chi abita nella traversa di via Padre Tosi, dove l’imponente struttura è spuntata circa un mese e mezzo fa.

«Le critiche fioccavano fin dalla scorsa estate – va dritto al punto un gruppo di residenti -. Così come “contentino” circa un mese fa il Comune ha messo a bilancio un intervento di riqualificazione che interessa la vicina via del Duro. Una riqualificazione che, a partire dal 2023, metterà in previsione il tombinamento della fossa Brancona, di cui 50 metri riguarderanno la semplice sistemazione di quanto già esiste, mentre gli ultimi 6 metri, realizzati ex novo, allungheranno il tombinamento. Proprio in quest’ultima porzione di banchina sarà spostata l’isola ecologica collocata nelle vicinanze, che – continuano – lascerà spazio a nuovi posti auto lungo la strada. Un’opera dell’ammontare complessiva di 130mila euro. Peccato che la vicenda per noi abitanti – proseguono i cittadini di Santacangelo – abbia preso pieghe inattese: ora ci ritroviamo Cape Canaveral sotto casa, basta aprire le finestre e appare l’ecomostro».

E rincarano con sarcasmo. «Sembra una sorta di razzo pronto al decollo, invece si tratta della cisterna del metano, che è stata impossibile interrare vista la comparsa di resti antichi durante gli scavi».

Nel dettaglio nell’estate 2021 il cantiere per l’ampliamento del distributore di servizio era stato bloccato per un periodo, perché erano tornati alla luce i resti di un’abitazione d’epoca romana.

Una volta catalogati i pezzi e mappata la zona, i lavori erano poi ripartiti.

Nel terreno della scoperta era prevista peraltro la realizzazione di un piazzale, quello dove ora troneggia la cisterna che non va giù a molti.

Commenti

  1. Di questi impianti ce ne sono parecchi e, tra l’altro, quello nella foto sembra pure più basso e tozzo rispetto ad altri. Sul fatto dell’esplosione, mai sentito che ne sia avvenuta una anche perché, in caso di perdite o sovrappressioni il gas viene rilasciato. Quindi il commento qui sopra mi sembra davvero esagerato ed inutilmente allarmistico. Fra l’altro nelle vicinanze c’è un enorme elettrodotto che altrettanto dovrebbe essere definito “ecomostro”, o no?

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