Santarcangelo e il “Futuro fantastico” del teatro

SANTARCANGELO. Sarà l’incontro dal vivo in sicurezza la grande sfida di “Futuro fantastico”, primo dei tre atti del 50° Santarcangelo teatro festival in scena dal 15 al 19 luglio, sotto la guida dei Motus: Daniela Nicolò e Enrico Casagrande. Il primo dei tre atti di “Santarcangelo testival 2050” non fa altro che rilanciare l’uso degli spazi pubblici che caratterizzava l’originario progetto pre-Covid. Valorizzare gli spazi aperti della città in relazione con la creatività degli artisti che hanno rimodulato le loro opere al mutato contesto e offrirle in diretta o differita anche al pubblico non in presenza tramite le nuove tecnologie. In attesa della programmazione completa che sarà presentata il 30 giugno, è ora possibile entrare nel multiforme universo artistico in larga parte italiano ma non solo. Così ai temi, traslati dal momento storico che stiamo vivendo, quelli cruciali che infiammano il mondo intero come il razzismo.
Gli artisti e le opere pluripremiati
Prerogativa dei Motus ma anche di Santarcangelo, che mai si sono sottratti, né intendono farlo, al confronto serrato con le urgenze sociali e politiche. Saranno tre protagonisti del Premio Ubu 2019 a portare il loro differente sguardo su tali tematiche: Davide Enia (Premio Ubu 2019 come migliore nuovo testo italiano), con “L’abisso” che affronta l’indicibile tragedia degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo; Alessandro Berti che, con “Black dick”, ripercorre l’uso strumentale del corpo degli afroamericani da parte della società bianca; la compagnia Fanny & Alexander con Andrea Argentieri (Premio Ubu 2019 quale miglior attore under 35), con una versione site specific de “I sommersi e i salvati”, parte del progetto “Se questo è Levi” (Premio Speciale Ubu 2019).
Gli artisti emiliano-romagnoli
Tanti gli artisti emiliano-romagnoli presenti nelle cinque giornate, figli di un territorio vitale che anche in tempo di pandemia hanno creato e sono pronti al debutto. Tra questi il collettivo di filmmaker Zapruder con “Anubi III”, un evento unico, un concerto cinematografico per… motociclette da cross, che invaderà un sorprendente spazio cittadino; Paola Bianchi con una versione site-specific di “Energheia”, con le musiche dal vivo di Fabrizio Modonese Palumbo. E ancora Quotidiana.com con il debutto di “Tabù”.
Identità e gender sono i temi al centro del viaggio musicale “La mappa del cuore di Lea Melandri” di Ateliersi. Sempre a cavallo tra spettacolo e concerto “Tiresias”, nuova creazione di Giorgina Pi. Infine i Motus riportano in dono, per la prima volta in open air, il loro “Mdlsx” con Silvia Calderoni, andato in scena 300 volte dal 2015 in cinque continenti.
Gli artisti dall’estero
Nonostante la pandemia globale, giungeranno ospiti stranieri con alcuni progetti già programmati prima del lockdown. Potrà essere presentato dal vivo “Sorry but I feel slightly disidentified…”, interpretato da Cherish Menzo, performer olandese con la regia di Benjamin Kahn. A El Conde de Torrefiel e Julian Hetzel che avrebbero dovuto debuttare qui, è stato chiesto di condividere una performance a distanza, evocando le pratiche di “Fluxus”, quando via posta si spedivano indicazioni per realizzare opere live in altre città. Prospettiva che apre alla ecosostenibilità della creazione artistica offrendo anche l’opportunità di superare mediazione, digitalizzazione e bidimensionalizzazione dell’esperienza teatrale a cui si è assistito in questi mesi di chiusura. È nato così “Se respira en el jardín como en un bosque”, un’altra azione site specific che coinvolge due persone alla volta.
La comunità locale protagonista
Protagonista anche la comunità locale, coinvolta in progetti partecipativi quali: “Family affair” di ZimmerFrei, che indaga cosa è accaduto in sei famiglie nel periodo di lockdown; “Lezioni sul corpo politico e la cura della distanza”, workshop creato per il festival da Virgilio Sieni; il workshop di Mara Oscar Cassiani sui balli di gruppo; il laboratorio per bambini di Claudia Castellucci/Societas “Il trattamento delle onde”. Non mancheranno interventi a sorpresa della “Non scuola” delle Albe e di “Let’s revolution!” dei Patalò.
Il dialogo tra cinema e teatro
La versione originaria verteva sul dialogo tra cinema e teatro, e questo primo step del 50° Festival è stato concepito come un atto performativo collettivo lungo 5 giorni durante i quali il paese si fa set cinematografico grazie a Luca Mosso e Matteo Marelli del “Filmmaker festival”, in collaborazione con “Fuori orario” di Rai3.
I concerti
Non mancherà la musica dal vivo nello Sferisterio con il mini festival musicale, curato da Nicolò Fiori “Bisonte”, dall’omonima canzone dei Camillas a cui la rassegna è dedicata, in memoria di Mirko Bertuccioli, vittima del Coronavirus. Le altre serate saranno tutte all’insegna delle etichette italiane indipendenti e a trasmettere senza sosta ci sarà anche Usmaradio con un progetto di Roberto Paci Dalò. Chiuderà la serie il 19 luglio Angela Baraldi accompagnata da Giorgio Canali e Steve Dal Col, con “Love tore us apart”, speciale omaggio ai Joy Division.
Un festival multidisciplinare
E nella ormai modificata natura del festival sempre più multidisciplinare ecco alcune tra le installazioni che incrociano performance e arti visive: “Nuova onda” dell’artista di fama mondiale MP5; “Pratiche di contatto amoroso a distanza” di Katia Giuliani; “Contronatura” di Giacomo Cossio.
Ogni giorno dalle 16 alle 18 incontri pubblici in modalità live/digitale come tanti appuntamenti in cartellone che saranno trasmetti in diretta e in differita sul canale 118 Lepida Tv.
info@santarcangelofestival.com Info: 0541 626185

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