SANTARCANGELO. Il Futuro fantastico è alle porte: annunciato ieri il programma del festival numero 50 che parte il 15 e si chiude il 19 luglio. A salutare con soddisfazione Santarcangelo festival 2050, atto primo, il neo assessore regionale alla Cultura e al Paesaggio Mauro Filicori, accanto alla direzione artistica: Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande della compagnia Motus, il presidente dell’associazione Santarcangelo dei Teatri Giovanni Boccia Artieri, la sindaca della città Alice Parma, Andrea Gnassi sindaco di Rimini ente socio, e gli sponsor Hera, Maggioli, Anthea.
Primo, secondo e terzo tempo
La manifestazione, dedicata alle arti della scena contemporanea, tra le più prestigiose e innovative in Europa, è giunta alla sua 50ª edizione ma l’epidemia da Covid-19 ha provocato cambiamenti di rotta nel percorso progettuale originario ora prolungato e strutturato in tre atti.
Dopo i 5 giorni di luglio, il secondo tempo partirà in autunno avanzato dando spazio alle giovani compagnie italiane e il terzo a luglio 2021. Questa edizione «far out e pandemica», come l’hanno definita i due curatori che con coraggio e determinazione l’hanno ridisegnata durante il lockdown, sarà speciale e si misurerà con le distanze, ma non quella sociale o di sicurezza, bensì quelle che «affondano nell’io, nella solitudine affettiva che la bidimensionalità social ha instillato in questi mesi e ancora continua, goccia a goccia».
Non era scontato che il festival potesse avere il suo corso tale era l’indeterminatezza ma nello stesso tempo, ha sottolineato la sindaca, «nessuno ha mai pensato che il festival non ci sarebbe stato». E così è, grazie al coraggio dei Motus, elogiato dall’assessore regionale che ha ribadito come «la Regione punti su Santarcangelo quale punto di forza per il futuro delle politiche culturali regionali e sia ritenuta la manifestazione tra le più importanti per aumentare la reputazione internazionale della nostra offerta culturale, per avere più forza, presenza, prestigio nel mondo».
Doppia sfida
«Santarcangelo rappresenta questa doppia sfida: qualità e internazionalizzazione, ma non dobbiamo accontentarci, non ci si deve fermare e ciò nell’ambito di un’idea globale, una concezione rotonda della cultura e del turismo».
Discorso sposato appieno da Gnassi che è andato oltre anticipando nuovi primari obiettivi: «Due temi: la terra e il sogno», delineando «la necessità di fare gli stati generali del sogno». E in questa prospettiva di grande rilancio ha più volte ripetuto la piena disponibilità di Rimini a mettere a disposizione del festival e degli artisti i suoi spazi culturali, «perché Rimini è dentro questa storia teatrale che dura da 50 anni».
Le linee guida
E tra passato, presente e futuro sono emerse le linee guida dell’edizione 2020, che sceglie di non rinunciare ai sogni e nello stesso tempo affrontare tematiche politiche, sociali, per riflettere sugli effetti del neoliberismo, del sovranismo, sull’ambiente e le sofferenze del pianeta terra, sulle identità, sulle intolleranze. Punto di partenza l’idea che «nulla è più come prima e che non c’è un ritorno alla normalità ed è per questo – svelano i direttori – che i progetti puntano a vedere più corpi insieme negli spazi, spazi quasi tutti all’aperto».
Piazza Ganganelli, piazza Galassi, Sferisterio, area Campana, parco Baden Powell, rinominato per l’occasione “Nellospazio” con ben tre palcoscenici a cui gli artisti hanno adeguato i progetti chiamando in molti casi la comunità locale a partecipare.
Tanti i progetti site-specific e tanti i workshop per adulti e ragazzi.
Molte proposte, anche il cinema
«Cinque giorni sono pochi ma non difettano di ricchezza progettuale con un’intensità di proposte che sarà impossibile seguire tutte, servirà fare una scelta e individuare il proprio percorso».
Tra queste c’è il cinema perché i Motus amano da sempre incrociare i linguaggi. Grazie al progetto Transfert per kamera di Filmmaker, la 50ª edizione farà del suo stesso accadere un’opera d’arte e una prima versione del lavoro andrà in onda su Rai 3, in “Fuori orario. Cose (mai) viste”.
Gli stessi autori hanno disegnato anche la programmazione per il grande schermo allestito in piazza dal titolo “Sans soleil. Visioni rare e non identificate”, ogni sera dalle 21.30 a mezzanotte e oltre, a ingresso gratuito con la presentazione in apertura di festival (ore 21.30) di estratti del docufilm 50 Santarcangelo festival.
La musica
Anche la musica dal vivo, gratuita e indipendente, è un altro importante tassello della programmazione. Ogni sera alle 21.30 allo Sferisterio ecco Bisonte, il mini festival realizzato con Nicolò Fiori, prendendo il nome dal titolo della canzone dei Camillas, omaggio a Mirko “Zagor” Bertuccioli, scomparso il 14 aprile a causa del Coronavirus.
Da non perdere
Tra le performance da segnalare “Anubi III” di Zapruder (il 18 alle 20.30 e 23.00), fruibile in formato drive-in: la scena è il set di un film in cui agiscono giovani su moto, microfonate e amplificate a produrre un concerto di motori. E ancora il 14 alle 21.30, grazie alla collaborazione con il Comune di Rimini, il festival porterà alla Corte degli Agostiniani un’anteprima dello spettacolo “L’abisso di e con Davide Enia (Premio Ubu 2019), che affronta l’indicibile tragedia nel Mediterraneo, e che andrà in scena a Santarcangelo il 15.
Novità: Lepida tv trasmetterà spettacoli in differita tutte le sere sia sul canale 118 che in streaming su www.emiliaromagnacreativa.it. E per l’intera manifestazione 24 ore su 24 andrà in onda il progetto radiofonico di Usmaradio/Roberto Paci Dalò Kin.
Info: santarcangelofestival.com

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