Santa Sofia, “tuo figlio ha travolto con l’auto una donna incinta: soffiano 8mila euro a un anziano, scoperti i truffatori

Santa Sofia
  • 07 gennaio 2026

Nei giorni scorsi, i militari della Stazione Carabinieri di Santa Sofia hanno portato a termine una complessa e articolata attività investigativa che ha permesso di identificare e denunciare i due presunti autori del reato di “truffa aggravata in concorso”. La vittima, un anziano residente in loco, era stato raggirato nel novembre scorso con la tecnica del finto incidente occorso a un familiare.

Nello specifico, l’uomo era stato contattato telefonicamente da un sedicente maresciallo dei Carabinieri di Cesena il quale gli aveva riferito che il figlio era rimasto coinvolto in un grave sinistro stradale, travolgendo una donna incinta ora in fin di vita. Per evitare l’arresto, l’anziano veniva indotto a consegnare 8.000 euro in contanti e alcuni monili ad un complice.

L’inganno è emerso solo alcune ore dopo quando l’uomo, riuscito finalmente a contattare il figlio, ha compreso la natura del raggiro. Le indagini, avviate dai militari di Santa Sofia, si sono concentrate sull’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Gli accertamenti hanno permesso di individuare il veicolo utilizzato dai malviventi — già segnalato per episodi analoghi — e di risalire alla struttura ricettiva dove i due avevano pernottato. Grazie all’incrocio di questi dati con ulteriori elementi investigativi, i Carabinieri sono riusciti ad identificare i presunti autori: un 20enne residente nel Lazio e un 32enne residente in Campania. Entrambi sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Forlì con l’accusa di truffa aggravata in concorso.

Il Comando Provinciale Carabinieri di Forlì, come in ogni circostanza in cui incontra le possibili vittime di tali reati, consiglia sempre - in assenza di familiari, conoscenti o vicini a cui rivolgersi - di rimanere in casa e chiamare immediatamente il numero di emergenza 112, riferendo ai “veri carabinieri” della telefonata appena ricevuta (ovvero del tentativo di intromissione fatta) da sedicenti parenti, avvocati, professionisti, dipendenti di banche ed enti vari e/o appartenenti alle forze dell’ordine.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui