Andar per rifugi vivendo la magia dell’incontro ravvicinato con la montagna. Una passione che sta “esplodendo” anche in Appennino con numerose opportunità offerte agli escursionisti nelle sue varie forme. Per gli appassionati del trekking o chi si muove sulle mountain bike o le sempre più gettonate biciclette elettrice (e-bike) ma anche a cavallo, come si usava fino ad inizio Novecento, sono disponibili oltre 600 chilometri di sentieri. Spostarsi nelle Dolomiti? Non è più necessario anche sui crinali dell’Appennino tosco-romagnolo la mappa dei rifugi dislocati a diverse altitudini e con le più svariate forme di gestione, rappresentano ben più di un’alternativa mentre allo stesso tempo certificano che il Parco Nazionale con le sue strutture è una meta sempre più apprezzata.
Boom delle vacanze nei rifugi dell’Appennino tosco-romagnolo
Le possibilità
Sono 54 complessivamente i percorsi disponibili per il trekking, oltre venti per le bike con 13 postazioni (5 nel versante romagnolo) dove noleggiare una bicicletta da montagna, elettrica o muscolare, quindi senza l’aiuto del motore. «Non abbiamo un week end libero – racconta Lamberto del Rifugio Trappisa di Sotto che si incontra lungo la strada di Poggio la Lastra a poca distanza dal ramo del Bidente per Pietrapazza –. La stragrande maggioranza dei nostri ospiti è amante del trekking ma molti arrivano anche con le bike». Al Rifugio Cà di Sopra gestito dal Circolo “Associazione Amici degli Alpini” ricade geograficamente in comune di Bagno di Romagna ma è più vicino a Santa Sofia e si raggiunge lungo il sentiero più amato e conosciuto, a 5 chilometri dalla diga di Ridracoli, confermano la tendenza: «Rispetto agli anni precedenti possiamo notare una maggiore presenza di escursionisti sia a piedi che con le mountain bike». Al Casone della Burraia, storico rifugio a 1.447 metri di altitudine, fatto costruire nell’Ottocento dal Granduca Leopoldo di Toscana, raccontano: «Gli escursionisti provengono in egual misura dai due versanti dell’Appennino ma quelli che preferiscono il trekking, al momento sono la maggioranza rispetto a chi arriva con le bike». La Cooperativa Atlantide ha una gestione consolidata di accoglienza con tre strutture, Nidi, il Castello, le Caselle lungo la sponda del lago di Ridracoli. «Negli ultimi anni stiamo registrando un crescente interesse verso questo tipo di turismo – commenta la vicepresidente Francesca Fabbrica – con le nostre case che ospitano gruppi organizzati, associazioni, famiglie e camminatori tutti desiderosi di esplorare la rete sentieristica del Parco. In questo periodo abbiamo visto anche crescere la presenza di ciclisti favorita dalla bici a pedalata assistita». Gianluca, dell’ostello Il Vignale (42 posti letto) a San Benedetto in Alpe, spiega: «Tanti escursionisti che vengono non solo per la cascata dell’Acquacheta, abbiamo clienti non solo dalle due regioni limitrofe Emilia Romagna e Toscana ma anche dal Veneto, dalla Lombardia e dall’estero».