Santa Sofia. Vis mobility, via solo in 12

Santa Sofia. Vis mobility, via solo in 12
Una manifestazione dei dipendenti Vis mobility

Alcuni dipendenti della “Vis mobility” e della “Rs segnalatica” scendono in campo per smentire i sindacati, mentre la proprietà dell’azienda, tramite il suo rappresentante Raffaele Di Mario, rassicura sulle prospettive presenti e future. La notizia che colpisce e desta più di un interrogativo, riguarda il fatto che non ci sarebbero le dimissioni di tutta la forza lavoro aziendale, come annunciato dai sindacalisti, ma di 12 dei 66 dipendenti in organico. Roberto Boscherini, funzionario del gruppo santasofiese che produce segnali stradali, smentisce quanto hanno affermato i rappresentanti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, e Uilm-Uil. Due giorni fa, le tre sigle sindacali avevano annunciato una durissima posizione contro la proprietà, affermando che, a causa di un ritardo di 4 mesi nella retribuzione, i dipendenti si erano dimessi in blocco ed erano pronti ad un’azione legale per recuperare quanto gli spettava, compreso il proprio tfr. «Bisogna chiarire che a Santa Sofia il gruppo “Vis mobility” contava 66 dipendenti – afferma Boscherini – 40 all’interno della “Vis Mobility” e 26 nella collegata “Rs segnaletica” (le aziende hanno due sedi diverse in paese ndr). Le persone che si sono dimesse volontariamente sono 12 ed operano all’interno della “Rs”. Quindi restano in organico 54 dipendenti».
Fermo restando che la posizione dei 12 lavoratori che hanno preso questa decisione merita il massimo rispetto e comprensione, perché il disagio di 3 o 4 mesi senza lo stipendio rappresentano una grande sofferenza, la loro scelta pare non essere, almeno per ora, quella di tutti i dipendenti. Boscherini conferma le tante promesse delle proprietà in merito ad un saldo ormai prossimo, poi disatteso, ma tiene a chiarire che tanti credono ancora nella ditta: «L’azienda ha promesso varie volte, come già in passato, che a breve avrebbe provveduto a saldare le spettanze; ma lavoriamo soprattutto con amministrazioni pubbliche, che hanno tempi lunghi per i pagamenti. Sto per andare in pensione, ma per chi ha 40 o 50 anni trovare un altro lavoro è difficile, se non impossibile; quindi continuiamo a lavorare qui. Queste voci di dimissioni in blocco danneggiano l’azienda, molti fornitori si ritirano: alcuni hanno chiamato anche oggi perché sono preoccupati».
Sulla vicenda interviene lo stesso Di Mario che ribadisce un concetto: «Siamo in attesa del pagamento di 1 milione e 800mila euro di lavori svolti per Anas Sicilia, che come tutti sanno ha avuto alcuni problemi. L’azienda sta lavorando e l’abbiamo riorganizzata. Le spettanze in arretrato sono tre. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Siamo in un Paese in cui le amministrazioni pubbliche, con cui principalmente lavoriamo, saldano i conti con lentezza e le banche non fanno credito. Abbiamo rimesso la ditta in carreggiata e questa ostilità dei sindacati non ci aiuta».

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