Santa Sofia, Oltreterra: una alleanza per il futuro della montagna

L’edizione di Oltreterra 2021 si è confermata luogo di progettazione per le nuove economie montane e ha aggiunto ai temi all’ordine del giorno dalla prima edizione del 2014, paesaggio, politiche forestali, agricoltura di prossimità, turismo lento, anche nuovi argomenti. Diverse le proposte concrete emerse dalla due giorni di Santa Sofia che si è appena conclusa con il lavoro di sei tavoli tematici su competenze, accordo di foresta, turismo sostenibile, castanicoltura, cooperative di comunità e paesaggio. Tutti i documenti conclusivi saranno pubblicati sul sito www.oltreterra.it

Da Oltreterra 2021 scaturisce la richiesta della realizzazione del primo Accordo di foresta proprio nella Valle del Bidente chiesto dal sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi, appoggiato per il momento da Romagna Acque e che in prospettiva dovrebbe coinvolgere necessariamente anche il parco nazionale delle Foreste Casentinesi. L’Accordo di foresta (la cui prima stesura ha visti la luce proprio a Oltreterra nelle passate edizioni e che è diventato concreta con l’inserimento nel Decreto semplificazione della scorsa estate) costituisce una svolta nelle politiche forestali e prevede l’accordo fra proprietari e utilizzatori delle foreste in una sinergia che viene stabilita non da criteri dati a priori ma da un reciproco accordo.

Da Oltreterra parte anche il primo Manifesto della castanicoltura sostenibile come risorsa strategica per le aree interne consegnato a Slow Food Italia e Legambiente e all’onorevole Antonell Incerti relatrice di un disegno di legge proprio sulla castanicoltura. Anche in questa attività, che da sempre ha un peso agricolo e soprattutto culturale e sociale nelle comunità di montagna, si avverte come problema pressante la perdita di competenze. Lo scopo è arginare l’abbandono, la scomparsa di castagneti da frutto con la loro trasformazione in bosco, attraverso la valorizzazione, il recupero di saperi, la salvaguardia di varietà locali di frutto, la semplificazione per l’avvio e la conduzione, la ricerca scientifica.

A riconoscimento dell’impegno e della caparbietà “di cui la montagna ha grande bisogno”, come spiega Gabriele Locatelli, di Slow Food Italia, ideatore e curatore della rassegna, è stato poi conferito questa mattina a conclusione dei lavori di Oltreterra il “Premio Testa di Legno 2021” alla direttrice della Direzione generale delle foreste del M.I.P.A.A.F. Alessandra Stefani, ieri presente ai lavori e oggi collegata on line. “In montagna si diceva testa di legno a chi, caparbio, non demordeva mai nell’intento di perseguire i suoi obiettivi e perciò abbiamo voluto volgere al positivo questa espressione. Il primo premio Testa di legno è stato consegnato nel 2019 a Sirio Farini per il lavoro fatto a Corezzo, piccola frazione del Comune di Chiusi della Verna estremo sostenitore della Cooperativa di Comunità della Valle Santa oggi realtà produttiva a sostegno di un territorio che vive. Quest’anno lo consegniamo a una donna che con altrettanta caparbietà lavora per la montagna e che ci ha sostenuti in molti temi di Oltreterra a cominciare dalla realizzazione dell’Accordo di foresta” ha sottolineato Locatelli. Il premio consiste in una scultura di legno di castagno dell’artista di Santa Sofia Giuseppe Giovannuzzi.

“Oltreterra si alimenta della necessità di rispondere ai bisogni e alle esigenze primarie di chi ancora si ostina a vivere in montagna, convinto che la montagna sia un ecosistema complesso di cui l’uomo è parte integrante, come tutti gli altri componenti -ha introdotto Gabriele Locatelli – Oltreterra ha anche dato vita ad un rapporto reale fra lavoro in montagna ed Enti di ricerca. Rendersi partecipi dei problemi delle imprese che operano in montagna è l’unico motivo per poi proporgli soluzioni sicure e moderne, capaci di aumentarne la competitività e la sicurezza sul lavoro. Questo percorso è attualmente negli obiettivi di Oltreterra, con la consapevolezza che la montagna rimane viva se ha in sé imprese competitive in grado di non soccombere all’impari situazioni di lavoro che esistono fra terre alte e terre basse”.

“Oltreterra si conferma un luogo plurale di analisi e proposta per il futuro della montagna che, nell’era del cambiamento climatico, ha bisogno di ritrovare nuovi stimoli e modelli di governance per cogliere tutte le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza – sottolinea Antonio Nicoletti responsabile Aree protette Legambiente -. Opportunità che possono anche creare problemi alla tutela dei territori montani se le comunità e le istituzioni non si organizzano per orientare questi processi di cambiamento e non affrontano con intelligenza la sfida climatica e la necessità di tutelare il territorio e crescere con le comunità in maniera sostenibile e resiliente”.

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