Sant’Agata sul Santerno: Bonaccini in visita alla Mazzari

Sviluppo industriale, crescita ed un’attenzione costante all’innovazione tecnologica e alle pratiche ecosostenibili. Sono stati questi alcuni dei temi al centro della visita di Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia – Romagna insieme ad Andrea Corsini, Assessore regionale alla Mobilità e Turismo ed Enea Emiliani, sindaco di Sant’Agata sul Santerno, alla Mazzari avvenuta mercoledì mattina. L’azienda romagnola nata nel 1958 da un’intuizione di Primo Mazzari conta oggi 91 dipendenti, è leader mondiale nella produzione di acido tartarico naturale (a Sant’Agata sono prodotte 12mila tonnellate all’anno delle 35mila totali mondiali), un acido organico utilizzato in ambito alimentare, farmaceutico, edile e cosmetico, e tra le più importanti realtà nazionali produttrici di alcol ad uso alimentare ed industriale, bioenergie e biocarburanti avanzati.

Negli ultimi anni è divenuta sempre più importante la produzione di bioetanolo avanzato, un combustibile “verde” ottenuto dalla valorizzazione degli scarti quali i sottoprodotti della vinificazione: le vinacce e le fecce di vino. Il bioetanolo viene poi utilizzato in miscela alla benzina con il duplice obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili ed abbattere l’impatto ambientale nel settore dei trasporti, in un’ottica di un futuro sempre più verde. La Mazzari, consapevole della necessità di orientarsi sempre più alla sostenibilità, già nel 2018 ha investito in questo settore realizzando un impianto di nuova generazione per la produzione di bioetanolo, ed in soli tre anni è diventata una delle aziende punto di riferimento a livello nazionale, con una produzione che oggi tocca i 13 milioni di litri all’anno, la metà dell’intera produzione italiana.

Con il Presidente della Regione Emilia – Romagna si è parlato anche di Toscana, perché Mazzari nel 2017 ha acquistato la Distilleria Deta, storica azienda che coniuga la produzione di eccellenti distillati, quali grappe e brandy, con quella di alcool ad uso alimentare e industriale. Un piccolo gioiello incastonato tra le colline del Chianti e la Valdelsa che si colloca perfettamente nel modello di economia circolare, e che ad oggi occupa 33 persone e sta dando ottimi risultati in termini di investimento.

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